Redazione

Nell’ambito dei Quaresimali organizzati dalla parrocchia Ss. Apostoli Pietro e Paolo di Borsano di Busto Arsizio, nella chiesa parrocchiale, venerdì 12 marzo, alle 21, sarà presente Carlo Castagna, la cui vita è stata tragicamente segnata dalla strage di Erba. Porterà la sua testimonianza su come si può essere «“Pietre Vive” nel momento della prova e del dolore» e per aiutare a riflettere sull’«incredibile» perdono, subito manifestato nei confronti di chi gli ha ucciso parte della famiglia; «Un perdono che, almeno in teoria, tutti i cristiani dovrebbero comprendere – scrivono dalla comunità parrocchiale di Borsano, annunciando l’incontro – perché predicato nel Vangelo e attuato da Cristo fino alla croce, ma che in pratica ha suscitato reazioni contrapposte anche fra i cristiani e che, soprattutto, molti sentono lontano dalla propria portata». L’aspettativa? «Uscire dall’incontro – riprendono – con la volontà di cominciare a compiere, nel nostro “qui” e “ora”, piccoli passi verso l’attuazione e la diffusione di una cultura del perdono che conduce alla realizzazione dell’amore». Nell’ambito dei Quaresimali organizzati dalla parrocchia Ss. Apostoli Pietro e Paolo di Borsano di Busto Arsizio, nella chiesa parrocchiale, venerdì 12 marzo, alle 21, sarà presente Carlo Castagna, la cui vita è stata tragicamente segnata dalla strage di Erba. Porterà la sua testimonianza su come si può essere «“Pietre Vive” nel momento della prova e del dolore» e per aiutare a riflettere sull’«incredibile» perdono, subito manifestato nei confronti di chi gli ha ucciso parte della famiglia; «Un perdono che, almeno in teoria, tutti i cristiani dovrebbero comprendere – scrivono dalla comunità parrocchiale di Borsano, annunciando l’incontro – perché predicato nel Vangelo e attuato da Cristo fino alla croce, ma che in pratica ha suscitato reazioni contrapposte anche fra i cristiani e che, soprattutto, molti sentono lontano dalla propria portata». L’aspettativa? «Uscire dall’incontro – riprendono – con la volontà di cominciare a compiere, nel nostro “qui” e “ora”, piccoli passi verso l’attuazione e la diffusione di una cultura del perdono che conduce alla realizzazione dell’amore».

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