Redazione

«Un momento felice per la tutta la nostra Chiesa». Così il cardinale Tettamanzi ha definito l’annuncio di Benedetto XVI, che domenica 18 gennaio ha attraversato l’oceano, da Roma a Città del Messico ed è poi rimbalzato a Milano: la metropoli lombarda sarà la sede del VII Incontro mondiale delle famiglie del 2012 sul tema “La famiglia, il lavoro, la festa”. La gioia dell’Arcivescovo è stata evidente: «Credo che sia un momento felice anche per l’intera città, perché non vi è un tessuto sociale che non sia, in ultima analisi, un tessuto di famiglie. Penso – ha proseguito – che si debba dar vita a un circuito virtuoso, appunto tra i nuclei familiari e la società, altrimenti il discorso su quest’ultima rischia di rimanere generico e astratto, se non è in grado di diventare, poi, nel segno della massima concretezza, riflessione sulle famiglie, sulle loro responsabilità e sulle risorse che hanno e che possono offrire alla comunità. C’è una “soggettività sociale” che è tipica della famiglia. In questo senso l’appuntamento dell’Incontro mondiale si rivela particolarmente stimolante non soltanto per la Chiesa». «Un momento felice per la tutta la nostra Chiesa». Così il cardinale Tettamanzi ha definito l’annuncio di Benedetto XVI, che domenica 18 gennaio ha attraversato l’oceano, da Roma a Città del Messico ed è poi rimbalzato a Milano: la metropoli lombarda sarà la sede del VII Incontro mondiale delle famiglie del 2012 sul tema “La famiglia, il lavoro, la festa”. La gioia dell’Arcivescovo è stata evidente: «Credo che sia un momento felice anche per l’intera città, perché non vi è un tessuto sociale che non sia, in ultima analisi, un tessuto di famiglie. Penso – ha proseguito – che si debba dar vita a un circuito virtuoso, appunto tra i nuclei familiari e la società, altrimenti il discorso su quest’ultima rischia di rimanere generico e astratto, se non è in grado di diventare, poi, nel segno della massima concretezza, riflessione sulle famiglie, sulle loro responsabilità e sulle risorse che hanno e che possono offrire alla comunità. C’è una “soggettività sociale” che è tipica della famiglia. In questo senso l’appuntamento dell’Incontro mondiale si rivela particolarmente stimolante non soltanto per la Chiesa».

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