Domenica 3 maggio, dalle 15.30, all’Abbazia di Chiaravalle si terrà un “pellegrinaggio al femminile”, tra arte e spiritualità. L’iniziativa è resa possibile grazie all’impegno della Fondazione Grana Padano, che promuove occasioni di conoscenza e valorizzazione dell’Abbazia di Chiaravalle, consentendo la scoperta di alcuni luoghi speciali solitamente non visitabili.
Il pellegrinaggio si apre con una visita all’Abbazia di Chiaravalle incentrata sulle figure femminili cui l’Ordine cistercense e i monaci di Chiaravalle sono stati particolarmente devoti. Particolare risalto ha chiaramente la figura di Maria e le rappresentazioni iconografiche a lei dedicate, comprendenti il ciclo giottesco del suo Transito, la Madonna con santi cistercensi affrescata nel chiostro da Callisto Piazza, la Pala d’Altare del Sojaro in Sala del Capitolo e la Madonna della Buonanotte di Bernardino Luini. Il viaggio, dipanandosi all’interno del mondo femminile, si allarga alla visita della cappella di Maria Maddalena e alle varie cappelle raffiguranti i personaggi femminili protagonisti dei testi biblici. Per questa unica occasione viene aperto il cimitero medievale della comunità monastica, luogo di stretta clausura, ove è ancora visibile la cappella funeraria che un tempo ospitava le spoglie di Guglielma da Milano, che nella seconda metà del Duecento fu particolarmente legata ai monaci di Chiaravalle tanto da essere l’unica donna della storia ad avere il privilegio di sepoltura all’interno del monastero.
La sosta in cimitero consente di approfondire il ruolo dei grandi mecenati che lungo il corso dei secoli si sono prodigati nella cura e nella custodia dell’abbazia: dagli Archinti ai Della Torre per finire, in epoca contemporanea, alla grande figura di Raffaele Mattioli, il cui impegno permise, alla metà del secolo scorso, l’intera ristrutturazione del chiostro duecentesco.
La testimonianza di un monaco offre la possibilità di comprendere l’attuale vita interna della comunità composta da 16 monaci, le loro attività produttive, i tempi della loro giornata scanditi dalla Regola di San Benedetto e viene accompagnata da letture teatrali di donne significative nella storia.
Il pellegrinaggio prosegue con un cammino a piedi lungo il parco della Vettabbia, parco agricolo in cui un tempo i monaci coltivavano i propri campi. Un cammino che giornalmente svolgevano per recarsi alla loro grangia nel borgo di Nosedo, sede di produzione e dei grandi magazzini delle derrate che venivano poi trasferite alla città di Milano, e che in questa occasione viene percorso accompagnati da letture teatrali al femminile. Grangia oggi conosciuta come Cascina Corte San Giacomo, è il punto di arrivo del cammino. Abbandonata per tanto tempo e ridotta a rudere, la Cascina Corte San Giacomo negli anni ’80 del secolo scorso fu recuperata, ristrutturata e valorizzata dall’Associazione Nocetum, organizzazione di volontariato, anche per ridare dignità a donne sole con i loro bimbi e oggi insieme alla Cooperativa Nocetum e all’Associazione privata di fedeli cerca di vivere l’ecologia integrale descritta da papa Francesco nella sua Laudato si’, animando il luogo con progetti che legano la solidarietà, (accoglienza, inserimento lavorativo, iniziative culturali e didattiche), con la cura del creato (City Farm con animali, ortofrutteto, una cucina solidale, una bottega con prodotti locali). L’arrivo consente di scoprire la spiritualità che ancora oggi anima il luogo e di visitare la chiesa dei Santi Filippo e Giacomo ad essa annessa, antica chiesa di origini paleocristiane sorta su un preesistente cimitero che ospita un affresco con un meraviglioso Cristo benedicente del Duecento.




















