Cosa c’è fra Terra e Cielo, fra coscienza e incoscienza, in quello spazio di confine che non è né vita né morte, ma che tuttavia esiste? Questo il cuore dell’incontro dal titolo “Esperienze ai confini della morte – tra scienza, coscienza e teologia”, promosso dalle Fondazioni Ambrosianeum e Matarelli, in programma martedì 5 maggio alle ore 17.00 presso la sede milanese di via delle Ore 3.
L’iniziativa, a cura del Prof. Giorgio Lambertenghi Deliliers, Direttore della Scuola di Specializzazione in Ematologia dell’Università di Milano, intende promuovere una riflessione di carattere interdisciplinare, aprendo così uno spazio di confronto a partire dall’incontro tra due prospettive e linguaggi apparentemente opposti, ma entrambi parte fondamentale della stessa esperienza umana e di fede: la scienza e la teologia. In un mondo come quello odierno, spesso contraddittorio e in fragile equilibrio, queste due dimensioni appaiono come due facce della stessa medaglia, risultando particolarmente utili per guardare all’esperienza della vita – e del suo sfiorire – con occhio analitico e razionale da un lato, contemplativo e spirituale dall’altro.
A introdurre i lavori saranno i saluti di Marcello Massimini, Prof. Ord. Fisiologia Umana Univ. di Milano, PhD in Neurofisiologia, Dip. of Biomedical and Clinical Sciences, Osp. L. Sacco, Milano, coordinatore di questo dibattito. A seguire, alcuni esponenti dell’ambito scientifico e filosofico-teologico entreranno in dialogo fra loro, offrendo diversi spunti e contributi: Daniela Cattaneo, Medico palliativista, consulente AISLA, AUSL di Parma; Francesco Agnoli, Prof. di Storia e Filosofia, Ateneo pontificio Regina Apostolorum, Roma; Stefano Cucchetti, Teologo morale, Cappellano del carcere di Bollate-Milano.
«Le esperienze ai confini della morte – note anche come NDE, sigla dell’espressione “Near Death Experience” – sono fenomeni descritti da soggetti che hanno ripreso conoscenza dopo aver sperimentato, a causa di gravi patologie o di traumi al cervello, un lungo periodo in stato di coma profondo. A volte le NDE vengono riferite anche da soggetti che, pur non avendo mai perso le funzioni vitali, hanno vissuto l’esperienza a seguito di gravi incidenti. I neuroscienziati ipotizzano che si tratti di sensazioni soggettive, risultanti da una confusione sensoriale che ha luogo a seguito di un evento traumatico. Chi ha invece credenze di spiritualismo paranormale ritiene che le NDE possano essere segno di una vita oltre la morte» – ha dichiarato Prof. Giorgio Lambertenghi DELILIERS, Direttore della Scuola di Specializzazione in Ematologia dell’Università di Milano.




















