Don Luigi Crespi, parroco di Magenta (1878-1961)

di Mirko Guardamiglio

veste

Facendo riferimento all’introduzione e alla prefazione del volume circa il Crespi è possibile affermare che, se agli inizi di questa ricerca la figura di don Luigi Crespi appariva avvolta da un sostanziale oblio pur avendo lasciato segni tangibili della sua opera all’interno di luoghi e contesti nei quali operò, grazie alla semplice biografia scritta da don Vittorio Branca (parroco di Cerro Maggiore, avviato alla vita ecclesiastica dal parroco a Busto Garolfo don Luigi Crespi), Natalia Tunesi e Carlo Morani approfondendo la veridicità di testimonianze, eventi, riferimenti e date hanno messo mano alla stesura di una biografia molto accurata e dettagliata.

In tale modo, attraverso la conoscenza della vicenda di don Luigi Crespi, è possibile conoscere anche la storia della città di Magenta secondo quella feconda intuizione di Jean Delumeau per cui nell’opera di ricostruzione storia non è sufficiente far riferimento alle azioni dei grandi personaggi ed eventi ma anche alle semplici vicende quotidiane, perciò a partire dal vissuto del prevosto di Magenta è possibile intravedere la vita di una comunità e la storia di un intero popolo. Inoltre la vicenda del Crespi diventa occasione per accostarci al suo modo unico, irripetibile e personale di vivere il rapporto personale con Dio, di vivere la fede cristiana esattamente come ricordato nella Lettera agli Ebrei: «Ricordatevi dei vostri capi, i quali vi hanno annunciato la Parola di Dio. Considerando attentamente l’esito finale della loro vita, imitatene la fede. Gesù Cristo è lo stesso ieri e oggi e per sempre!».

 

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Fonti:
Natalia Tunesi – Carlo Morani, Tra le pieghe della Veste, don Luigi Crespi, parroco di Magenta (1878-1961), La Memoria del Mondo Libreria, Magenta 2022.

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