Almanacco liturgico Il Santo del giorno Il Vangelo di oggi Agenda dell'Arcivescovo

Chiamata San Pietro con la Rete per un'errata etimologia, San Pietro in Cornaredo si caratterizzava per essere a pianta ottagonale abbellita da marmi policromi.

di Mirko Guardamiglio

La chiesa di San Pietro in Cornaredo, più comunemente chiamata anche San Pietro con la Rete a motivo di un’errata etimologia suggerita dal testo evangelico «relictis retibus secuti sunt eum», si trovava a Milano in via Alessandro Manzoni al numero 9 ed è ricordata all’interno di un documento del 1196 come dipendente del monastero di San Dionigi.

Questa chiesa è attestata nella Notitia cleri del 1398 come «capella» in Porta Nuova della città di Milano, nello Status ecclesiae mediolanensis della metà del secolo XV fra le parrocchie di Porta Nuova nella città di Milano, nella Rubrica parrocchie città di Milano del 1524 fra le parrocchie di Porta Nuova nella città di Milano, nel Liber seminarii del 1564 come rettoria, nei Decreti Famagosta del 1576 fra le parrocchie di Porta Nuova, nel Registro benefici diocesi di Milano dal 1579 al 1585 come rettoria, nelle Visite Pastorali compiute dagli Arcivescovi di Milano fra i secoli XVI e XVII fra le parrocchie di Porta Nuova.

Con approvazione firmata dal cardinale Federico Borromeo nel 1627 l’antico edificio di culto venne completamente raso al suolo per fare spazio al nuovo ed i necessari lavori di demolizione e costruzione vennero affidati a Francesco Maria Ricchino che provvide a realizzare non solo il progetto della nuova chiesa ma anche il rilievo architettonico dell’antica.

Facendo riferimento alle affermazioni del Rotta e al rilievo architettonico del Ricchino sappiamo che l’antico edificio si caratterizzava per essere a «tre navate sorrette da sedici colonne di pietra» mentre, facendo riferimento al progetto del Ricchino e alle affermazioni del Lattuada, sappiamo che il nuovo edificio si caratterizzava per essere a pianta ottagonale e che, se all’epoca del Torre non fosse abbellitto da alcun dipinto, quando scrive il Lattuada risultasse impreziosito da vari elementi artistici ed architettonici. In primo luogo le due uscite laterali erano entrambe rifinite attraverso manufatti marmorei, fra i quali spiccavano le teste dei Santi Pietro e Paolo dipinte dall’artista milanese Giulio Rossi, e davano accesso rispettivamente alla Sacristia parrocchiale e alla Casa parrocchiale. In secondo luogo le tre cappelle erano abbellite attraverso l’utilizzo di marmi macchiati, esse custodivano rispettivamente: la maggiore, il Tabernacolo e, le due restanti, la statua della Beata Vergine Maria e la statua di San Giachimo padre della Beata Vergine Maria. In terzo luogo la facciata era dotata di un frontespizio costituito da colonnette di pietra elegantemente intagliate alla cui sommità si trovavano tre statue di pietra ossia San Pietro attorniato da due grandi angeli mentre sotto il finestrone vi era un basso rilievo raffigurante la Beata Vergine Maria corredato dall’iscrizione «Reginæ et principi apostolorum».

Sempre il Lattuada ricorda che questa chiesa, da un lato, venne consacrata domenica 2 novembre 1732 da monsignor Casimiro de’ Rossi vescovo titolare di Capsa, originario di Milano ed appartenente all’ordine dei Frati minori osservanti e, dall’altro lato, venne aggregata ad una Congregazione di Sacerdoti Secolari sotto la protezione di San Gregorio Pontefice e Dottore della Chiesa.

La parrocchia di San Pietro in Cornaredo, dotata di un nuovo edificio di culto, è inoltre attestata nell’Elenco chiese città di Milano del 1768 fra le parrocchie entro i confini censuari di Porta Nuova insieme alla compagnia del Santissimo Sacramento, alla compagnia della Corona della Beata Vergine, alla congregazione di San Gregorio Magno (con sede all’interno della chiesa parrocchiale), al luogo pio di San Martino degli orfani, al monastero o ritiro di Santa Maria del Soccorso, al convento dei reverendi padri riformati del Giardino, all’oratorio segreto di Bernardino da Siena e alla congregazione della Santa Croce alla Scala sotto il titolo di Sant’Onorato, nella Nota parrocchie Stato di Milano del 1781 dove risulta possedesse dei fondi pari a 186.2 pertiche e fosse composta da 1.046 persone (conteggiate fra la Pasqua del 1779 e quella del 1780), nella Tabella parrocchie diocesi di Milano del 1781 dove la sua rendita netta risulta essere di lire 1.268.19.11 e che la nomina del titolare del beneficio spetti all’Ordinario, nel Fondo Duplicati dell’Archivio di Stato di Milano dove risulta essere soppressa ed unita alla Parrocchia di Santa Maria della Scala in San Fedele in osservanza del Nuovo compartimento territoriale delle parrocchie della città e dei Corpi Santi di Milano con avviso del 16 novembre 1787 che ebbe pieno effetto il 25 dicembre 1787. Dopo la soppressione l’edificio venne definitivamente chiuso e demolito nel 1787 per i lavori di raddrizzamento della corsia del Giardino, ora, appunto via Manzoni.

_________

FONTI:

Giovanni Battista Sannazzaro, Pietro con la Rete, chiesa di S. in «Dizionario della Chiesa ambrosiana» (Volume V), NED, Milano 1992, 2796.

Gualberto Vigotti, La diocesi di Milano alla fine del secolo XIII. Chiese cittadine e pievi forensi nel «Liber sanctorum» di Goffredo da Bussero in «Thesaurus ecclesiarum etaliae» (II,1), Edizioni di storia e letteratura, Roma 1974, 81.

Serviliano Lattuada, Descrizione di Milano (Volume V), Milano 1738, 398-401.

Paolo Rotta, Passeggiate storiche ossia le chiese di Milano dalla loro origine fino al presente, Milano 1891, 186-187

http://www.lombardiabeniculturali.it/istituzioni/schede/8110161/