Un abate vissuto 1400 anni fa che ancora interroga, affascina, suscita interesse e, una volta conosciuto, invita all'imitazione

di G. M.

San_Colombano

Grazie alle parole introduttive del dottor Mauro Steffaenini scopriamo che «Papa Francesco, durante la sua visita in Irlanda il 25 agosto 2018 ha detto di San Colombano, che “portò la luce del Vangelo nelle terre europee in un’epoca di oscurità e di decadenza culturale”. Mentre Benedetto XVI ebbe a dire “con buona ragione egli può essere chiamato un santo europeo” perché “spendendo  ogni sua energia per alimentare le radici cristiane dell’Europa che stava nascendo. Con la sua energia spirituale, con la sua fede, con il suo amore per Dio e per il prossimo divenne realmente uno dei Padri dell’Europa”.

Legislatore e fondatore di cenobi, padre di monaci e maestro di santi, ha lasciato un po’ dovunque, lungo il suo cammino dall’Irlanda a Bobbio, un ricordo indelebile attraverso testimonianze di fede successive che hanno esaltato le sue gesta e che ancora oggi ne tramandano la memoria, tra cui la Chiesa di Vaprio, gioiello di architettura e di arte di rara bellezza che, sfidando il tempo, ha suscitato e coinvolto la comunità nella sua conservazione, fiera di un patrimonio di cui non si può privare.

Nonostante l’austerità della regola attirò uno stuolo di giovani alla sua sequela per l’edificazione del regno di Dio, nonostante la corruzione dilagante nelle gerarchie ecclesiastiche, infondeva amore alla Chiesa e obbedienza al Papa posto alla sua guida, nonostante la sregolatezza nei costumi di vita predicava le virtù cristiane come àncore di salvezza per una società corrotta, in preda alla disgregazione e a una crisi di valori senza precedenti.

Pioniere di un’Europa unita è precursore di una casa comune in cui sentirsi pellegrini, sempre in movimento ma al tempo stesso costruttori, gettando quei semi su cui radicare saldamente tutti quei popoli da lui incontrati in una grande e sola famiglia.

Risulta un’impresa tracciare in poche righe l’epopea della vita di Colombano, uomo tra i più eruditi, forse il più colto del suo tempo: ha studiato fino all’età di cinquant’anni la Bibbia e i Padri antichi, ma anche i grandi della letteratura pagana, da Virgilio a Seneca, Orazio, Ovidio.

Dopo aver lasciato a quell’età la natia Irlanda prende il mare, lanciandosi sul continente per ridare l’autentica fede cristiana, deviata e contaminata da guerre e invasioni per ristabilirvi “La fede cattolica… che si conserva in Irlanda pura w senza inquinamenti”.

Il re Gontrano di Borgogna lascia stabilire i monaci tra le rovine di un paese distrutto da Attila, e qui essi danno vita a quella che sarà un’abbazia famosissima, Luxeuil […] Ma qui in Gallia tutto è duro e sanguigno. Gli eredi di Clodoveo si strappano terre, beni e sudditi con tutte le armi. Oggi fondano una chiesa e domani comandano un massacro […] A tutto questo Colombano reagisce con il comandamento del disinteresse più severo. Vieta persino ai suoi monaci di pronunciare le parole “mio”, “tuo” […] un’avversione radicale alla politica dell’avere, al modo stesso di vivere dei potenti. E questo non può rendergli tranquilla la vita. […]

Così dovrà lasciare Luxeuil e peregrinare in Germania, in Svizzera, in Austria e alla fine in Italia. A Milano lo accolgono il re longobardo, Agilulfo, di fede ariana e sua moglie, la cattolica Teodolinda, interessati a una politica di tregua e attratti dalla figura dell’abate irlandese, dalle sue vicende in Gallia. Gli donano un terreno in riva al Trebbia, in provincia di Piacenza. E qui nasce l’abbazia di Bobbio: l’ultima fondata da lui […] per diventare centro di fede e di studio. […]

Quel viaggio sull’esempio di Abramo, suscitato dalla fede e dall’anelito alla patria celeste, è rimasto  nella storia del Vecchio Continente, costellato da località, siti geografici, chiese – tra cui l’antica chiesa di Vaprio – che celebrano una figura a cui l’Europa deve perennemente riconoscenza. […]»

Perciò non possiamo fare altro che invitarvi a questa utile ed interessante lettura.

 

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Fonte: A.V ., E la parola scolpì la pietra. Il romanico di San Colombano a Vaprio d’Adda, Velar, Gorle (BG) 2019.

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