Sabato 10 maggio, presso la sede della Facoltà teologica dell’Italia Settentrionale, si è svolto il quinto appuntamento del Corso di formazione per la Vita consacrata “Educare all’amore cristiano”. La Prof.sa Elena Marta, psicologa, ha affrontato il tema dell’educazione alla relazione d’amore in un mondo complesso

Volge al termine il percorso teologico del cammino formativo di questo anno intitolato: “Educare all’amore cristiano”.
Il quinto incontro si è svolto sabato scorso, 10 maggio, convocando numerosi consacrati presso la sede della Facoltà teologica dell’Italia Settentrionale.
In questa occasione, è stata la Prof.sa Elena Marta ad introdurre la riflessione con una relazione intitolata: “Educare alla relazione d’amore in un mondo complesso”.
La professoressa ha sottolineato a più riprese l’importanza della pazienza nelle relazioni. Riferendosi a due note opere letterarie, il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry e la favola dei porcospini di Arthur Schopenhauer , si è soffermata sull’importanza dell’attesa e del rito nel tessere le relazioni.
“Le relazioni sono fatte anche dell’attesa dell’altro e dei riti che nutrono queste attese”, ha spiegato la Prof.sa Elena Marta, sottolineando come oggi i riti diventino più rari.
Nella sua riflessione, si è soffermata, inoltre, sull’impatto che le tecnologie hanno nelle relazioni e sul valore del corpo; sui concetti di vulnerabilità e di fragilità; e sul valore della fiducia. A questo proposito, ha concluso sottolineando come una delle maggiori sfide è quella di tessere relazioni che costruiscano comunità veramente generative.
“È necessario lavorare all’arte di relazionarsi non con discorsi dall’alto, ma creando luoghi veramente aperti, dove darsi tempo per stare insieme, conoscersi, sbagliare e crescere insieme. Diventa sempre più necessario promuovere una partecipazione al proprio vivere, offrire la possibilità di sentire l’altro e fargli spazio esprimendo una cura responsabile.
La relazione affettiva è infatti un vero e proprio banco di prova dove possiamo sviluppare la componente della fiducia che guarda il rischio negli occhi e si esprime nella fiducia e nella gratuità.”
Nella seconda parte della mattinata, è stato proposto un lavoro di gruppo con la modalità del work café. Raccolti in 5 tavoli, i gruppi di lavoro hanno discusso attorno a queste domande:
- Pensando ai giovani che incontrate, quali sono le loro fatiche nel vivere relazioni affettive?
- Pensando ai giovani che incontrate, quali sono le loro risorse nel vivere relazioni affettive?
- Cosa potreste fare per esser loro di sostegno nel vivere le relazioni affettive?