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Sabato scorso, 28 marzo, gli organismi di comunione USMI, CISM e CIIS, insieme al Vicariato per la Vita Consacrata, hanno rinnovato l’appuntamento con la Mattinata di Spiritualità presso la Basilica di Sant’Ambrogio a Milano

Giornata Vita consacrata i febbraio 2026 (Cherchi/Chiesadimilano)Giornata Vita consacrata i febbraio 2026 (Cherchi/Chiesadimilano)

Gli organismi di comunione USMI, CISM e CIIS, insieme al Vicariato per la Vita Consacrata, hanno rinnovato anche quest’anno l’appuntamento con la Mattinata di Spiritualità presso la Basilica di Sant’Ambrogio a Milano. L’incontro, che ha visto una fitta partecipazione di consacrate appartenenti a istituti secolari e congregazioni religiose, si è aperto con la Celebrazione Eucaristica, seguita dal saluto di Mons. Walter Magni e dalla recita delle Lodi.

Il cuore della mattinata è stata la profonda riflessione offerta da Fra Raffaele Orlando. Al termine della meditazione, i partecipanti hanno vissuto un tempo di silenzio davanti al Santissimo, con la possibilità di accostarsi al Sacramento della Riconciliazione. La mattinata si è conclusa con la preghiera dell’Ora Media e un augurio corale per una feconda Settimana Autentica.

L’intervento di Fra Raffaele Orlando, dal titolo “La debolezza vincente della Pasqua”, ha delineato un percorso spirituale incentrato sulle figure femminili che hanno favorito la nascita della salvezza attraverso gesti nascosti e coraggiosi. Il racconto prende le mosse dal Libro dei Nomi (l’Esodo), rivelando un Dio che non dimentica e che trasforma l’Esodo stesso in un “figlio” della Genesi. In questo scenario si scontrano un sistema di morte e un sistema di vita: qui, la resistenza al potere oppressivo scaturisce proprio dal coraggio di generare e far nascere.

Le levatrici Sifra e Pua rappresentano l’inizio di questa “ribellione silenziosa” , seguite dalla madre di Mosè, che incarna una vita capace di affidarsi totalmente al mistero. Miriam esercita quello che viene definito il “ministero della vigilanza” , mentre la figlia del Faraone manifesta una compassione disarmante, capace di scavalcare le logiche del dominio persino dall’interno delle strutture di potere.

Queste donne hanno scelto la vita contro la paura, custodendo e rischiando in prima persona.

La riflessione è stata un invito a fare propria questa sapienza paziente e quel coraggio discreto che non fa rumore, ma che è capace di aprire strade nuove quando ogni via sembra chiusa. L’opera di liberazione di Dio si manifesta, dunque, attraverso la fedeltà quotidiana e la capacità di proteggere la vita affidata alle nostre mani, imparando a riconoscere il passaggio divino nei piccoli segni del momento presente.