Parrocchia personale dei Migranti presso la parrocchia S. Stefano Maggiore

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Il 2 febbraio 2015, Festa della Presentazione del Signore, la Parrocchia di S. Stefano Maggiore in Milano è stata canonicamente trasformata in Parrocchia personale dei Migranti.

«Tra le chiese che sin dall’antichità onorano Mediolanum, la terra dell’incontro e della comunione tra i popoli, vi è quella oggi identificata con il titolo di S. Stefano che conserva anche, come stabilisce il Calendario ambrosiano proprio per l’Arcidiocesi di Milano, la memoria di alcuni santi Vescovi milanesi, a partire da S. Martiniano, che secondo alcune fonti ne sarebbe il fondatore.

Lungo il corso dei secoli il predetto luogo di culto ha assunto la qualifica di chiesa parrocchiale dell’omonima parrocchia […]

La Parrocchia di S. Stefano Maggiore ha assunto nel corso degli anni configurazioni molto diverse, che hanno condotto il soggetto canonico dall’abbracciare una vasta area del territorio milanese sino ad essere confinato in una porzione sempre più limitata del Centro Storico di Milano. Si è giunti infine, considerando la dimensione ormai modesta della Parrocchia e al contrario la grandiosità del luogo di culto a disposizione, alla scelta di dedicare il luogo sacro a attività che non prevedessero la celebrazione eucaristica (dapprima dedicato a sede di attività religioso – culturali, comprese esecuzioni concertistiche e poi a sede dell’Archivio storico diocesano) e a ridurre ulteriormente il territorio della parrocchia a pochi edifici […]

Il successivo trasferimento dell’Archivio storico diocesano alla moderna sede di Via S. Calimero, 13/15 in Milano ha tuttavia consentito successivamente il ripristino della destinazione al culto della chiesa di S. Stefano, al servizio però questa volta della Cappellania dei Migranti, istituita con Decreto Arcivescovile del 9 maggio 1994 per le numerose comunità etniche cattoliche presenti nell’Arcidiocesi di Milano e prive di proprie strutture canoniche. Considerata l’opportunità di adeguare la vigente configurazione giuridica con la situazione di fatto che si è venuta a creare e desiderando consolidare ulteriormente, anche sotto il profilo dei soggetti giuridici, l’impegno pastorale dell’Arcidiocesi di Milano verso i fedeli cattolici migranti […]

decretiamo che la Parrocchia di S. Stefano Maggiore, con sede in Milano, Via della Signora, 1 […]

  • assuma la qualifica di Parrocchia personale per i migranti, con le seguenti caratteristiche: – la Parrocchia estende la sua giurisdizione su tutti i fedeli cattolici di nazioni estere e delle lingue corrispondenti che abitano o dimorano (cann. 100 e 102) nel territorio dell’Arcidiocesi di Milano e che non dispongono di Parrocchie, Missioni con cura d’anime o Cappellanie per i fedeli di quella nazione o lingua, fatto sempre salvo il principio per cui “i migranti possono scegliere, con piena libertà, di appartenere alla Parrocchia territoriale nella quale vivono, oppure alla Parrocchia personale” (PONTIFICIO CONSIGLIO DELLA PASTORALE PER I MIGRANTI E GLI ITINERANTI, Istruzione Erga migrantes Caritas Christi, 3 maggio 2004, art. 6, § 1);
  • la chiesa parrocchiale è identificata con la Chiesa di S. Stefano in Milano, mentre l’individuazione di altri luoghi di culto al servizio della Parrocchia sull’intero territorio diocesano è promossa dall’Ufficio per la pastorale dei migranti dell’Arcidiocesi di Milano, in accordo con il Parroco ed è stabilita dagli appositi provvedimenti assunti dall’Ordinario diocesano (che potranno essere accompagnati dalla stipula di accordi con i soggetti titolari dei diversi luoghi di culto coinvolti: Parrocchie; Istituti di vita consacrata; Rettorie,…);
  • i fedeli appartenenti alla Parrocchia hanno il proprio riferimento in distinte Comunità o Gruppi di Celebrazione (le due tipologie si distinguono in ragione del carattere più o meno organizzato e autonomo delle singole aggregazioni), corrispondenti alle diverse comunità etniche (a partire dalle due comunità numericamente preponderanti: latinoamericana e filippina) e alle diverse aree territoriali, che trovano ordinariamente il proprio riferimento in distinti Vicari parrocchiali, tutti facenti riferimento all’unico parroco (can. 545): l’articolazione della Parrocchia in Comunità o Gruppi è decisa dal parroco, con il consenso del Vicario episcopale competente per i migranti;
  • il rito della parrocchia è il Rito Ambrosiano, con gli adattamenti che si renderanno necessari nello spirito di rispetto e accoglienza delle diverse identità culturali che caratterizza la pastorale dei migranti […]
  • le chiese di S. Stefano e di S. Bernardino alle Ossa (che continua ad essere assegnata pastoralmente all’omonima Rettoria e ad essere a disposizione, per le celebrazioni festive, della pastorale dei migranti) […] vengono incluse territorialmente nei confini della parrocchia di S. Tecla nel Duomo di Milano, a ribadire il tradizionale legame di S. Stefano con i Vescovi di Milano e a manifestare lo speciale legame della cura pastorale dei migranti con la responsabilità del Vescovo diocesano (can. 383, § 1: “nell’esercizio del suo ufficio di pastore, il Vescovo diocesano si mostri sollecito nei confronti di tutti i fedeli che sono affidati alla sua cura, di qualsiasi età, condizione o nazione”)».

Dal decreto arcivescovile a firma del Cardinale Angelo Scola e del Cancelliere Arcivescovile

 

Recapiti:
Basilica di S. Stefano Maggiore
Piazza S. Stefano, 20122 Milano
Ufficio: Via della Signora 3/A, Tel. 02.76008145
E-mail: parrocchia@migrantimilano.it

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