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Tra i contenuti che desideriamo trasmettere alle coppie che chiedono il matrimonio religioso, quello del valore cristiano della sessualità è particolarmente significativo. Intorno a questo tema si colgono una serie di tensioni che rappresentano il nostro tempo, la relazione tra Chiesa e cultura contemporanea, e il difficile rinnovamento della pastorale e della spiritualità.

L’operatore è alle volte tentato di lanciare una sorta di ”crociata moralizzatrice”, che si esplica in uno stile tendenzialmente giudicante, denso di concetti come “giusto” e “sbagliato; oppure – al contrario – egli può avere la tentazione di lasciar correre l’argomento, ponendosi come un amico sempre conciliante che però alla fine rinuncia all’impegno etico. Tra crociata moralizzatrice e disimpegno etico è possibile una terza alternativa, quella dell’annuncio del Vangelo che porta alla evangelizzazione dell’eros umano. Essa consiste nel poter parlare di sessualità nella sua bellezza, così come la vede il Dio creatore nella Genesi, che dopo aver creato l’essere umano come essere sessuato, uomo e donna, dice: “E vide che era cosa molto buona” (Gen 1,31). Anche i temi della generazione e della genitorialità responsabile convergono nel completare la visione cristiana della sessualità e andrebbero affrontati con cura. Si consideri che oggi il tema non può più essere limitato alla pur necessaria presentazione dei metodi naturali: l’innalzamento dell’età alla quale si arriva al matrimonio e una più generale difficoltà a concepire, motivo di sofferenza futura per molte coppie, propongono la necessità di ampliare il discorso sulla fecondità, accennando all’adozione e all’affido quali possibili risorse per la vita futura.

 

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