Nella celebrazione presieduta per la consegna della Carta di comunione nella III Zona, l'Arcivescovo ha sottolineato i frutti delle visite pastorali decanali e l'importanza della corresponsabilità e della formazione

di Marcello VILLANI
Redazione

Campane a festa alle 20.45 di ieri a Lecco per l’arrivo dell’arcivescovo, cardinale Dionigi Tettamanzi, giunto in città per ricevere dalle mani dei dieci Decani della Zona pastorale III, dai Consigli pastorali decanali e dai diaconi la Carta di comunione per la missione.
Accolto con un lungo applauso nella Basilica di San Nicolò gremita di fedeli, l’Arcivescovo, introdotto dal vicario episcopale monsignor Bruno Molinari, ha esordito partendo proprio dall’esperienza delle visite pastorali compiute in 66 (su 74) Decanati della Diocesi di Milano: «Un’esperienza straordinaria – ha affermato l’Arcivescovo -. Ho visitato sessantasei Decanati della nostra Diocesi e ora sto raccogliendo, scritti all’interno della Carta di Comunione, i frutti di questo impegno calato nel locale, in ogni singolo Decanato». La corresponsabilità tra sacerdoti e laici è stato il secondo punto toccato dall’Arcivescovo: «Questa si chiama Carta di comunione perché l’essere uniti è già segno di missione, apertura agli altri e testimonianza». L’altro aspetto importante sottolineato dal Cardinale è stato quello della formazione: «Noi sentiamo gli imperativi del Vangelo, comunione e missione, ma non riusciremmo nemmeno a partire, a confrontarci con essi, senza una costante, quotidiana, preparazione e formazione alla vita pastorale». Inoltre ha ripreso due parole fondamentali: conversione e speranza. «Questo cammino di comunione, missione e formazione esige una conversione di tutti: sacerdoti, laici e comunità, tutti uniti insieme. Una conversione che non è così scontata come si potrebbe credere e che va concretizzata ogni giorno. La speranza è importante: qualche volta sentiamo il peso del nostro tempo che ci dà smarrimento, ma dentro questa oscurità di valori che respiriamo in quest’epoca, il Vangelo è ricchezza e patrimonio prezioso per tutti i tempi e tutte le culture. Questa ricchezza si può proporre ancora a tutti e anche a chi arriva da altri luoghi».
Dopo le preghiere iniziali, nel silenzio, sono stati chiamati uno a uno, in ordine alfabetico i dieci Decanati della Zona Pastorale: Alto Lario, Asso, Brivio, Erba, Lecco, Merate, Missaglia, Oggiono, Porlezza e Primaluna. I Decani e tre sacerdoti per ogni Decanato hanno consegnato all’Arcivescovo la regola di vita stesa da ogni Decanato. Monsignor Molinari ha aggiunto: «Il 29 settembre di otto anni fa (quando Tettamanzi fece il suo ingresso in Diocesi, ndr), il nostro Arcivescovo fu subito capace di descrivere, come nell’ouverture di un’opera, quelle che sarebbero state le linee-guida del suo mandato. Questa “Carta di Comunione per la missione”, questa regola di vita, deve essere una risposta a tutti gli appelli, i richiami e le sollecitazioni che l’Arcivescovo di Milano ha fatto in tutte le sue visite pastorali».
Durante la celebrazione anche una testimonianza, quella della signora Luisa di Erba: «Il lavoro di preparazione della Carta di comunione – ha raccontato – è stato occasione di crescita all’interno dei Consigli pastorali: bisognava ascoltare tutti, condividere le idee, rispettare i bisogni e i tempi di tutti. Essere stati in comunione tra noi ci ha fatto riconoscere come discepoli di Gesù».

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