di Gianluca BERNARDINI

Chiamatemi Francesco

Quello che oggi è papa Francesco lo si può comprendere guardando quello che è stato il suo passato. Non c’è dubbio per Daniele Luchetti che ha messo in scena la difficile impresa di raccontare la figura di Jorge Mario Bergoglio, dalla sua giovinezza fino al giorno della sua elezione a vescovo di Roma, il pontefice che forse fino a oggi raccoglie grande consenso non solo dalla gente, ma anche dalla maggior parte dei media. Un racconto sincero, che non ne fa certo un santo, ma nemmeno un eroe. Sicuramente un uomo di fede, profondo, capace di relazioni, ma anche preoccupato e, a volte, dubbioso, sebbene determinato nonché coraggioso nel suo ruolo. Quello prima, soprattutto, di Provinciale dei Gesuiti e rettore della facoltà di filosofia e teologia (1973-1981) nella sua terra argentina, negli anni in cui la dittatura e la «teologia della liberazione» hanno segnato radicalmente la storia di un popolo, e poi di vescovo ausiliare di Buenos Aires (1992-1997), accanto ai poveri e ai preti delle periferie. «Chiamatemi Francesco» ne fa dunque il ritratto di una persona credibile, più che del personaggio in sé. Ciò grazie a un cast di attori di tutto rispetto: come il giovane Bergoglio (il bravissimo Rodrigo De la Serna) e l’anziano cardinale (Sergio Hernández) giunto a Roma ormai in età da pensione (bellissima l’apertura del film) prima del Conclave. È questo il valore aggiunto di un’opera che ha rischiato grosso, essendo ancora oggi papa Francesco in vita. Senza chiedere nulla alle istituzioni ecclesiastiche, il regista e il produttore Pietro Valsecchi sono andati alla ricerca di chi l’ha conosciuto in Argentina per cogliere quei tratti quotidiani (particolari significativi su cui la camera si posa) che molti di noi riconosceranno: che vanno dalla sua semplicità alla povertà nella sua vita, dalla sicurezza di sé alla devozione particolare per la Madonna, dalla mitezza di carattere alla fermezza espressa nelle sue decisioni. Un lavoro ben fatto che se non porta alla fede sicuramente invita tutti a fidarsi (credere) in chi davvero «ci crede» e lo testimonia con tutto se stesso. E non è poco al giorno d’oggi. Prossimamente in sala.

Temi: Papa, vocazione, rapporto fede e vita, Argentina, dittatura, povertà, storia.

Ti potrebbero interessare anche:

Questo sito fa uso dei cookie soltanto per facilitare la navigazione Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi