Useremo un elenco alfabetico per scandire le parole chiave dell'Animazione in oratorio e del suo stile unico che coinvolge non solo gli animatori adolescenti (anche durante l'anno) ma ogni persona che in oratorio si mette al servizio dei più piccoli. Svilupperemo durante l'anno il nostro "VocabolAnimazione".


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Ma in oratorio A sta per Animare o per Adolescente? O tutti e due? Tutti gli Adolescenti sono Animatori? Animazione centra più con l‘Anima o con l’Azione?”

 

Giocheremo con le parole, o meglio, con le lettere dell’alfabeto per andare al cuore della questione! L’animazione è il linguaggio dell’oratorio. Ma noi sappiamo che cosa significa e che cosa questo comporta? Cercheremo di presentare un semplice percorso, scandendo le parole chiave dello stile dell’animazione con un elenco alfabetico.

 

Le prime due lettere del VocabolAnimazione sono disponibili nel sussidio VIA COSÌ o cliccando qui

 

Con le lettere si può certamente fare molto! Per prima cosa coinvolgeremo gli animatori dell’oratorio, chiedendo loro di pensarci su e di ri-modellare il proprio servizio. Sarà necessaria, anche nel campo dell’animazione, una ri-partenza per andare VIA COSÌ.

 

Ci serviremo anche del nostro Canale Youtube Pastorale Giovanile FOM Milano, pubblicando video sulle lettere del nostro alfabeto legato all’animazione in oratorio.

Useremo anche Instagram e Facebook. Restiamo connessi.

 

La prima lettera
A COME ANIMAZIONE

Ogni definizione per sua natura traccia un perimetro, segna una cesura tra ciò che definisce e ciò che pur avvicinandosi,  pur somigliando o apparendo simile non coincide con quanto viene invece definito. Per questo motivo per capire cosa sia Animazione – poiché d’animazione pastorale si tratta –  può essere utile chiarire a scanso di facili equivoci ciò che NON è animazione. L’animatore d’oratorio non è un animatore da villaggio turistico o da area giochi in centro commerciale, poiché in questi ambiti il focus è lui stesso – quanto sono bravo, quanto sono bello – e non le persone per cui viene fatta animazione: lì l’obiettivo è far colpo per farsi richiamare e lautamente pagare, al contrario l’animatore oratoriano opera in gratuità e ha come obiettivo il bene delle ragazze e dei ragazzi a lui affidati. Animazione non è eccitazione o spettacolarizzazione fine a sé stessa di qualsiasi attività, quanto invece “dar l’anima” a qualunque proposta venga fatta, sia un gioco in cortile, la discussione di un film, una liturgia comunitaria o una camminata sulla spiaggia o in montagna. Animare è “dar l’anima”: ma dà l’anima solo chi nutre la propria (anima) con cura, riservandole energie e tempo per farla crescere, come fa il lievito nell’impasto. Animare non è dare movimento a qualcosa di inanimato, ossia compiere un artificio: è invece vivificare, mettere la vita al centro, rivitalizzare  – con la propria vita offerta – una situazione, un luogo, un gruppo o una attività che ha bisogno di aria nuova.  Eppure tanto un animatore di feste di compleanno quanto un animatore oratoriano usano spesso medesime tecniche. Dove sta la differenza? Negli occhi dei protagonisti la risposta!

Un minuto di video

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