È "Il baccalà non teme lo straniero", viaggio allegro e ironico attorno al tema della diversità culturale promosso dall'associazione "Identità plurali"

Mauro COLOMBO
Redazione

«Oggi regna la paura, la paura dell’altro, del diverso… ma è una paura talmente paura che più che paura… è diventata schifo». Un esempio di spettacolo di impegno civico e sociale è costituito da Il baccalà non teme lo straniero, dove teatro, musica e danza interagiscono sul tema della diversità culturale, affrontato però in modo allegro e ironico, come una sorta di un “viaggio culinario” al seguito del baccalà, integratosi nei secoli nelle cucine di tutto il mondo senza per questo perdere la propria identità. Un antidoto contro la paura che ci circonda, ideato dall’associazione “Identità plurali”, nata all’interno della Casa della Carità di Milano per promuovere iniziative dirette a favorire una maggiore conoscenza della composita realtà culturale della città, attraverso laboratori e progetti che, partendo dall’accoglienza nei confronti delle diversità e dalla ricerca di punti in comune fra le diverse culture, creino le condizioni per la nascita di nuovi linguaggi.
«La presenza sempre più massiccia di stranieri genera paura crescente: una paura che sembra non proporzionata rispetto ai reali rischi per la sicurezza derivanti dall’immigrazione – sottolinea don Massimo Mapelli, presidente di “Identità plurali” -. Più dei rischi reali, sembra incidere una sorta di spaesamento da perdita di identità. Solo dall’accettazione di una nuova identità plurale può rinascere la capacità di accogliere e integrare – che ha da sempre caratterizzato Milano -, così da trasformare l’immigrazione da fonte di paura in opportunità di crescita e arricchimento, in direzione di una visione più ottimistica del futuro».
Tra ritmi mediterranei, danze africane, russe e cubane, canzoni popolari del Nord e Sud Italia, lo spettacolo mette in risalto la ricchezza che invece viene dalle differenze. E per parlarne si racconta appunto la storia di un pesce che si “integra” perfettamente con tutte le culture e le cucine con cui viene a contatto: dall’Africa all’America, dalla Norvegia al Portogallo o per le varie regioni italiane, il baccalà rimane sempre baccalà. «Oggi regna la paura, la paura dell’altro, del diverso… ma è una paura talmente paura che più che paura… è diventata schifo». Un esempio di spettacolo di impegno civico e sociale è costituito da Il baccalà non teme lo straniero, dove teatro, musica e danza interagiscono sul tema della diversità culturale, affrontato però in modo allegro e ironico, come una sorta di un “viaggio culinario” al seguito del baccalà, integratosi nei secoli nelle cucine di tutto il mondo senza per questo perdere la propria identità. Un antidoto contro la paura che ci circonda, ideato dall’associazione “Identità plurali”, nata all’interno della Casa della Carità di Milano per promuovere iniziative dirette a favorire una maggiore conoscenza della composita realtà culturale della città, attraverso laboratori e progetti che, partendo dall’accoglienza nei confronti delle diversità e dalla ricerca di punti in comune fra le diverse culture, creino le condizioni per la nascita di nuovi linguaggi.«La presenza sempre più massiccia di stranieri genera paura crescente: una paura che sembra non proporzionata rispetto ai reali rischi per la sicurezza derivanti dall’immigrazione – sottolinea don Massimo Mapelli, presidente di “Identità plurali” -. Più dei rischi reali, sembra incidere una sorta di spaesamento da perdita di identità. Solo dall’accettazione di una nuova identità plurale può rinascere la capacità di accogliere e integrare – che ha da sempre caratterizzato Milano -, così da trasformare l’immigrazione da fonte di paura in opportunità di crescita e arricchimento, in direzione di una visione più ottimistica del futuro».Tra ritmi mediterranei, danze africane, russe e cubane, canzoni popolari del Nord e Sud Italia, lo spettacolo mette in risalto la ricchezza che invece viene dalle differenze. E per parlarne si racconta appunto la storia di un pesce che si “integra” perfettamente con tutte le culture e le cucine con cui viene a contatto: dall’Africa all’America, dalla Norvegia al Portogallo o per le varie regioni italiane, il baccalà rimane sempre baccalà. La scheda – Testo e regia: Ciro MenaleAttrice: Rossana GayMusicisti: Raffaele Brancati, Gianni Cannata, Iancu Persic, Antonio Pani, Germano Cherchi, Roberto QuagliarellaDanzatrici: Renata Mezenov Sa, Lunella Cherchi, Mavis Castellanos, Rossella CiceroAudio Luci: Salvatore InzerilloCollaborazione al progetto: Andrea ChersiclaDurata: 70 minutiVideoRecensione de la RepubblicaInfo: Paola Taglietti (tel. 02.25935318 – paola.taglietti@ casadellacarita.org – associazioneidentitaplurali @gmail.com) –

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