Fino al 14 maggio in corso numerose iniziative per portare il Paese sudamericano nella realtà della metropoli

Rosangela VEGETTI
Redazione

Il “Mes de Chile” – organizzato da Pro Chile, organismo del Ministero degli Affari Esteri del Cile per la promozione delle esportazioni, e dall’Ufficio Culturale dell’Ambasciata del Cile in Italia, in corso fino al 14 maggio – racchiude proposte ed eventi di carattere commerciale, gastronomico e culturale per portare e far conoscere la realtà cilena a Milano. Già si sono tenuti alcuni incontri sulle potenzialità di sviluppo economico sostenibile e sulle opportunità di scambio commerciale tra Cile e Italia, e si sono offerte occasioni per degustare piatti tipici e prodotti di qualità del Paese sudamericano. Ora è il tempo dello spazio culturale, con presentazioni di libri di autori cileni, la mostra “Arte recente dal Cile” in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Brera all’ex-chiesa di San Carpoforo (via Formentoni 12) e uno sguardo sul cinema cileno allo Spazio Cinema Apollo (Galleria De Cristoforis 3, dal 12 al 14 maggio, alle 20).
La casa editrice Raffaelli ha inaugurato una nuova collana di poesia spagnola e ispanoamericana diretta da Carmen Leonor Ferro. Purgatorio, del poeta cileno Raùl Zurita (Santiago, 1951), è il primo libro pubblicato nell’ambito di questo progetto. Le Voci di Santiago, dall’Italia al Cile lunga la rotta del teatro, a cura di Katia Ippaso, è invece il primo volume del progetto editoriale dell’Ente Teatrale Italiano pubblicato da Editoria & Spettacolo, presentato il 27 aprile presso il Piccolo Teatro di Milano; un’occasione per conoscere più da vicino la realtà teatrale cilena, che gode di buona vitalità grazie a una rinnovata passione e all’impegno civile che la contraddistingue.
Il libro di Katia Ippaso documenta la presenza dell’Italia, quale ospite d’onore, al Festival Santiago a Mil 2008 e offre uno sguardo sul presente – non solo teatrale – del Cile, raccogliendo preziose testimonianze di intellettuali e artisti. «Durante la dittatura di Pinochet, il teatro cileno ha fatto cose bellissime – afferma Katia Ippaso -. Quando la gente andava a teatro, si sentiva ancora viva, riusciva a comunicare, a stare insieme. Il teatro in Cile è stato molto immaginativo e coraggioso e c’è stata una relazione molto forte tra arte e società». E la cultura cilena vanta influenze secolari di esponenti del mondo culturale italiano e milanese in particolare, sia nella musica, sia nelle arti figurative. Attualmente il Cile sta aprendosi al mondo e si offre con la sua storia e i suoi prodotti nell’intento di attivare rapporti di reciproca conoscenza, amicizia, commercio e turismo. Il “Mes de Chile” – organizzato da Pro Chile, organismo del Ministero degli Affari Esteri del Cile per la promozione delle esportazioni, e dall’Ufficio Culturale dell’Ambasciata del Cile in Italia, in corso fino al 14 maggio – racchiude proposte ed eventi di carattere commerciale, gastronomico e culturale per portare e far conoscere la realtà cilena a Milano. Già si sono tenuti alcuni incontri sulle potenzialità di sviluppo economico sostenibile e sulle opportunità di scambio commerciale tra Cile e Italia, e si sono offerte occasioni per degustare piatti tipici e prodotti di qualità del Paese sudamericano. Ora è il tempo dello spazio culturale, con presentazioni di libri di autori cileni, la mostra “Arte recente dal Cile” in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Brera all’ex-chiesa di San Carpoforo (via Formentoni 12) e uno sguardo sul cinema cileno allo Spazio Cinema Apollo (Galleria De Cristoforis 3, dal 12 al 14 maggio, alle 20).La casa editrice Raffaelli ha inaugurato una nuova collana di poesia spagnola e ispanoamericana diretta da Carmen Leonor Ferro. Purgatorio, del poeta cileno Raùl Zurita (Santiago, 1951), è il primo libro pubblicato nell’ambito di questo progetto. Le Voci di Santiago, dall’Italia al Cile lunga la rotta del teatro, a cura di Katia Ippaso, è invece il primo volume del progetto editoriale dell’Ente Teatrale Italiano pubblicato da Editoria & Spettacolo, presentato il 27 aprile presso il Piccolo Teatro di Milano; un’occasione per conoscere più da vicino la realtà teatrale cilena, che gode di buona vitalità grazie a una rinnovata passione e all’impegno civile che la contraddistingue.Il libro di Katia Ippaso documenta la presenza dell’Italia, quale ospite d’onore, al Festival Santiago a Mil 2008 e offre uno sguardo sul presente – non solo teatrale – del Cile, raccogliendo preziose testimonianze di intellettuali e artisti. «Durante la dittatura di Pinochet, il teatro cileno ha fatto cose bellissime – afferma Katia Ippaso -. Quando la gente andava a teatro, si sentiva ancora viva, riusciva a comunicare, a stare insieme. Il teatro in Cile è stato molto immaginativo e coraggioso e c’è stata una relazione molto forte tra arte e società». E la cultura cilena vanta influenze secolari di esponenti del mondo culturale italiano e milanese in particolare, sia nella musica, sia nelle arti figurative. Attualmente il Cile sta aprendosi al mondo e si offre con la sua storia e i suoi prodotti nell’intento di attivare rapporti di reciproca conoscenza, amicizia, commercio e turismo.

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