La rappresentazione con testi di Sergio Di Benedetto e Antonio Zanoletti in scena presso il santuario varesino nell'ambito delle celebrazioni per il trentennale della morte di Papa Montini

Carlo ROSSI
Redazione

Nel trentennale della morte di Paolo VI, sabato 9 maggio, alle 21, al Sacro Monte di Varese si terrà una rappresentazione con testi di Sergio Di Benedetto e Antonio Zanoletti. L’opera teatrale, intitolata Dialoghi su Paolo VI. Ciò che conta è amare, vede la presenza in scena di cinque personaggi e si divide in quattro parti più un epilogo. Un grande schermo scandirà le varie parti e nel finale ci sarà un filmato inedito sul Papa e il suo operato. Ogni parte costituisce un “dialogo” su un tema particolare della vita e della spiritualità di Paolo VI: sul dialogo, sulla verità, sulla missione e sulla bellezza. L’epilogo riguarda il racconto delle ultime ore di vita di Paolo VI, in cui si ricorda anche il servizio fedele di monsignor Pasquale Macchi. È intrecciato al testo il confronto comparativo tra il Papa e San Paolo.
L’opera, commissionata appositamente, viene rappresentata per la prima volta al Sacro Monte sopra Varese, nel santuario caro sia a monsignor Macchi sia al Pontefice, e indicato dal cardinale Tettamanzi – in occasione del convegno svoltosi a Gazzada il 27 aprile scorso – sede ufficiale del processo di beatificazione di Giovanni Battista Montini.
Come vicepostulatore della causa in diocesi l’Arcivescovo ha indicato monsignor Ennio Apeciti, consulente storico per la rappresentazione di Di Benedetto e Zanoletti. Le musiche originali (eseguite dal vivo) sono invece di Riccardo Colombo, l’organizzazione della Compagnia dell’Eremo – Fondazione Ambrosiana Paolo VI e la regia di Antonio Zanoletti (supporto video Enrico Ferrara, tecnico audio-luci Marco Grisa; attori: Gabriele Di Luca, Matteo Tibiletti, Fabio Sarti, Angela Demattè, Angelo Zilio).
«Credo sia importante trasmettere a un ampio pubblico e soprattutto ai giovani, che anche per ragioni anagrafiche non lo hanno conosciuto un’immagine il più possibile vicina alla verità di Montini-Paolo VI – spiega Zanoletti -. Era un uomo di notevole spessore intellettuale. La sua vita, sulle orme di San Paolo, è stata sempre nutrita da un anelito missionario e da questo anelito tutto il suo pontificato è stato segnato». Nel trentennale della morte di Paolo VI, sabato 9 maggio, alle 21, al Sacro Monte di Varese si terrà una rappresentazione con testi di Sergio Di Benedetto e Antonio Zanoletti. L’opera teatrale, intitolata Dialoghi su Paolo VI. Ciò che conta è amare, vede la presenza in scena di cinque personaggi e si divide in quattro parti più un epilogo. Un grande schermo scandirà le varie parti e nel finale ci sarà un filmato inedito sul Papa e il suo operato. Ogni parte costituisce un “dialogo” su un tema particolare della vita e della spiritualità di Paolo VI: sul dialogo, sulla verità, sulla missione e sulla bellezza. L’epilogo riguarda il racconto delle ultime ore di vita di Paolo VI, in cui si ricorda anche il servizio fedele di monsignor Pasquale Macchi. È intrecciato al testo il confronto comparativo tra il Papa e San Paolo.L’opera, commissionata appositamente, viene rappresentata per la prima volta al Sacro Monte sopra Varese, nel santuario caro sia a monsignor Macchi sia al Pontefice, e indicato dal cardinale Tettamanzi – in occasione del convegno svoltosi a Gazzada il 27 aprile scorso – sede ufficiale del processo di beatificazione di Giovanni Battista Montini.Come vicepostulatore della causa in diocesi l’Arcivescovo ha indicato monsignor Ennio Apeciti, consulente storico per la rappresentazione di Di Benedetto e Zanoletti. Le musiche originali (eseguite dal vivo) sono invece di Riccardo Colombo, l’organizzazione della Compagnia dell’Eremo – Fondazione Ambrosiana Paolo VI e la regia di Antonio Zanoletti (supporto video Enrico Ferrara, tecnico audio-luci Marco Grisa; attori: Gabriele Di Luca, Matteo Tibiletti, Fabio Sarti, Angela Demattè, Angelo Zilio).«Credo sia importante trasmettere a un ampio pubblico e soprattutto ai giovani, che anche per ragioni anagrafiche non lo hanno conosciuto un’immagine il più possibile vicina alla verità di Montini-Paolo VI – spiega Zanoletti -. Era un uomo di notevole spessore intellettuale. La sua vita, sulle orme di San Paolo, è stata sempre nutrita da un anelito missionario e da questo anelito tutto il suo pontificato è stato segnato».

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