di Mauro COLOMBO
Redazione

Una lunga volata dalla metropoli alla riviera. Sabato 20 marzo il ciclismo festeggia l’arrivo della primavera con la sua “classicissima d’apertura”, una delle corse più vecchie, lunghe e veloci dell’intero calendario. Per la 101a volta si va da Milano a Sanremo, attraverso 298 km da percorrere tutti d’un fiato, in attesa del probabile (ma non sicuro) sprint sul Lungomare Italo Calvino.
Tra i pretendenti alla vittoria c’è chi ha già alzato le braccia al cielo su questo traguardo, ma i due principali favoriti, invece, non l’hanno mai conquistato. Parliamo in primo luogo di Tom Boonen, il fuoriclasse belga già campione del mondo e re della Roubaix, a cui la Sanremo si è finora sempre negata. Perché questa potrebbe essere la sua volta buona? Perché dopo un periodo di stravizi (anche pesanti e pericolosi), Boonen si è rimesso in riga e, con tre chili di meno rispetto al solito, si presenta in gran forma, meno in difficoltà in salita e quindi ancora più pericoloso in caso di volatona finale. L’avversario da tenere maggiormente d’occhio, per lui, sembra essere Edvald Boasson Hagen, giovane norvegese che potrebbe anche non aspettare lo sprint e cercare il colpo gobbo sul Poggio, l’ultimo strappo prima della planata su Sanremo.
Appena un gradino sotto quei due, un trio che a Sanremo ha già gioito: Alessandro Petacchi (primo nel 2005), Oscar Freire Gomez (2004 e 2007) e Filippo Pozzato (2006). Mentre quest’ultimo è uomo da grandi exploit negli ultimi chilometri, Ale-Jet e lo spagnolo, a dispetto dell’età, sono ancora tra le ruote più veloci del gruppo. Come è Daniele Bennati, da tempo atteso al definitivo salto di qualità, e come sarebbe anche Mark Cavendish, il fulmine inglese che vinse l’anno scorso, oggi però segnalato in cattiva forma anche a causa di una caduta alla Tirreno-Adriatico.
Proprio la corsa dei due mari lancia come outsider il suo fresco vincitore, Stefano Garzelli, che malgrado i 36 anni suonati arriva alla Sanremo forse come mai prima (anche se vanta importanti piazzamenti in passato). La griglia degli indiziati al successo dovrebbe chiudersi con Philippe Gilbert, il belga protagonista di un eccezionale finale di 2009 (suo il Lombardia), e Fabien Cancellara, l’espresso svizzero che quando tira come un “treno” fa male a tutti. Una lunga volata dalla metropoli alla riviera. Sabato 20 marzo il ciclismo festeggia l’arrivo della primavera con la sua “classicissima d’apertura”, una delle corse più vecchie, lunghe e veloci dell’intero calendario. Per la 101a volta si va da Milano a Sanremo, attraverso 298 km da percorrere tutti d’un fiato, in attesa del probabile (ma non sicuro) sprint sul Lungomare Italo Calvino.Tra i pretendenti alla vittoria c’è chi ha già alzato le braccia al cielo su questo traguardo, ma i due principali favoriti, invece, non l’hanno mai conquistato. Parliamo in primo luogo di Tom Boonen, il fuoriclasse belga già campione del mondo e re della Roubaix, a cui la Sanremo si è finora sempre negata. Perché questa potrebbe essere la sua volta buona? Perché dopo un periodo di stravizi (anche pesanti e pericolosi), Boonen si è rimesso in riga e, con tre chili di meno rispetto al solito, si presenta in gran forma, meno in difficoltà in salita e quindi ancora più pericoloso in caso di volatona finale. L’avversario da tenere maggiormente d’occhio, per lui, sembra essere Edvald Boasson Hagen, giovane norvegese che potrebbe anche non aspettare lo sprint e cercare il colpo gobbo sul Poggio, l’ultimo strappo prima della planata su Sanremo.Appena un gradino sotto quei due, un trio che a Sanremo ha già gioito: Alessandro Petacchi (primo nel 2005), Oscar Freire Gomez (2004 e 2007) e Filippo Pozzato (2006). Mentre quest’ultimo è uomo da grandi exploit negli ultimi chilometri, Ale-Jet e lo spagnolo, a dispetto dell’età, sono ancora tra le ruote più veloci del gruppo. Come è Daniele Bennati, da tempo atteso al definitivo salto di qualità, e come sarebbe anche Mark Cavendish, il fulmine inglese che vinse l’anno scorso, oggi però segnalato in cattiva forma anche a causa di una caduta alla Tirreno-Adriatico.Proprio la corsa dei due mari lancia come outsider il suo fresco vincitore, Stefano Garzelli, che malgrado i 36 anni suonati arriva alla Sanremo forse come mai prima (anche se vanta importanti piazzamenti in passato). La griglia degli indiziati al successo dovrebbe chiudersi con Philippe Gilbert, il belga protagonista di un eccezionale finale di 2009 (suo il Lombardia), e Fabien Cancellara, l’espresso svizzero che quando tira come un “treno” fa male a tutti.

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