Dopo le delusioni dei Mondiali 2005 e della Coppa Europa, gli Europei dal 7 al 13 agosto offrono all'Italia un'occasione di rivincita. Maggiori chances per maratoneti, marciatori, staffettisti e saltatori (nella foto, il lunghista Andrew Howe)


Redazione

Dopo le delusioni dei Mondiali 2005 e della Coppa Europa,
per l’Italia un’occasione di rivincita. Le maggiori chances
sono per maratoneti, marciatori, saltatori e staffettisti

di Mauro Colombo

Dimenticare Helsinki (dove l’anno scorso tornammo a casa con il solo bronzo iridato del marciatore Schwazer) e cancellare Malaga (teatro della recente Coppa Europa conclusasi con la nostra prima retrocessione): queste le parole d’ordine degli 84 azzurri (forse qualcuno di troppo…) convocati per gli Europei di atletica leggera, in programma dal 7 al 13 agosto a Goteborg (Svezia).

Un tentativo di rivalsa che, per voce dello stesso presidente federale Franco Arese, è affidato soprattutto a marciatori e maratoneti, saltatori e staffettisti, mentre il mezzofondo rappresenta ancora un buco nero. Per non sfigurare rispetto al medagliere 2002 (un oro, un argento e due bronzi), le speranze maggiori hanno tre nomi: Andrew Howe, Giuseppe Gibilisco e Stefano Baldini.

Il 21enne reatino di Los Angeles sarà in lizza già il primo giorno per le qualificazioni del salto in lungo, la disciplina su cui ha deciso di concentrarsi quest’anno, abbandonando momentaneamente la velocità e il progetto-polivalenza che potrebbe farne il “Carl Lewis italiano”. Il riscontro non è mancato: 8,41, a 2 cm dal primato italiano, quarta miglior prestazione mondiale dell’anno e ottima tappa di avvicinamento ai 9 m, che sono il suo vero obiettivo. Nella finale di martedì 8 – assenti gli iberici Lamela e Lino, rivale più accreditato il finlandese Evila – si attende un suo balzo da podio.

Bisognerà invece pazientare sino all’ultimo giorno per gli acuti di Gibilisco e Baldini. L’olimpionico dell’asta può approfittare dell’assenza dell’olandese Rens Blom, campione del mondo a Helsinki, dove il siciliano non era al meglio. Dopo il ritiro ai Mondiali, il maratoneta emiliano (già campione europeo a Budapest ’98) conta di rivivere le emozioni vittoriose di Atene 2004: a confortarlo soprattutto il quinto posto nella maratona di Londra, con annesso primato italiano, e gli ultimi test in Italia. Lo spagnolo Rey sarà il suo rivale principale, ma se sul circuito di 10 km la gara sarà veloce sin dal primo metro, a favorire una immediata selezione, Baldini promette di divertirsi e può trascinare anche la squadra alla coppa di specialità.

Podio alla portata anche delle ragazze della specialità. Dopo il quarto posto di Boston, Bruna Genovese nutre legittime aspirazioni di medaglia, soprattutto se la gara sarà tirata e il clima non troppo umido. Insieme a lei, Console, Volpato, Toniolo, Mancini e Incerti possono vedersela alla pari con tutte, russe escluse. Lo stesso discorso vale per Ivano Brugnetti, campione olimpico nei 20 km ad Atene, e per la squadra di marcia.

Nel salto in alto le carte da giocare sono due, perfettamente identiche: i gemelli di Riccione Giulio e Nicola Ciotti, entrambi accreditati di un “personale” di 2,31, misura che potrebbe valere il podio. La staffetta maschile 4×100, invece, sulla carta parte ancora meglio: con il 38”58 stabilito recentemente a Berna, Verdecchia, Anceschi, Donati e Checcucci sono i più veloci quest’anno a livello europeo.

Uscendo dall’ambito strettamente tricolore, i personaggi-copertina di Goteborg sono tanti, a partire dalle reginette russe Isimbajeva (olimpionica del salto con l’asta, ma non al top della forma) e Lebedeva (costantemente oltre i 15 m nel salto triplo). E poi la primatista mondiale stagionale dell’alto Kajsa Bergqvist, beniamina di casa come Carolina Kluft (eptathlon), Susanna Kallur (110 hs), Christian Olsson (triplo) e Stefan Holm (alto). Ma occhio anche al portoghese d’Africa Francis Obikwelu nella velocità e al francese Ladji Doucouré (peraltro reduce da un infortunio) nei 110 hs.

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