I Mondiali di Mosca in programma tra meno di un mese si annunciano senza le stelle (dopate) della velocità. Tifosi e appassionati, traditi ancora una volta, sperano in Usain Bolt alla ricerca di un nuovo record

di Leo GABBI
Agenzia Sir

Tyson Gay

Senza Mondiali di calcio, Olimpiadi e con una Coppa America che deve ancora entrare nella sua fase cruciale, tutta l’attesa dell’estate sportiva si concentra sui Mondiali di atletica di Mosca in programma tra meno di un mese. Li hanno già ribattezzati i Mondiali dei record, perché televisioni e sponsor, che si sono spartiti diritti sia sull’evento sia sulle prestazioni dei principali protagonisti, annunciano con squilli di tromba mediatici la probabile frantumazione dei principali primati mondiali nelle varie specialità.

Peccato che nel frattempo il Mondiale moscovita stia continuando a perdere pezzi: in particolare le gare di velocità maschili, che si annunciavano come il vero piatto forte dell’evento, rischiano invece di diventare una passerella solitaria per l’unico grande mattatore dei tempi moderni: Usain Bolt. Che questo campione, anche mediaticamente, abbia tutte le qualità per catturare l’attenzione dei tifosi è fuori dubbio: peccato che nelle gare di quest’anno ci siano stati altri protagonisti a rubargli la scena.

A cominciare dallo statunitense Tyson Gay, capace di stabilire in primavera un sontuoso 9”75 sui 100 metri. Il problema è che pochi giorni fa questo signore sia risultato positivo all’analisi doping con automatica sospensione dall’appuntamento iridato di Mosca. E non è non l’unico. Nelle scorse settimane, uno alla volta, erano caduti nella rete dei controlli anche 5 giamaicani, tra cui un’altra star assoluta come Asafa Powell. Brutto colpo per uno degli sport più nobili, già in passato assediato da scandali planetari come quello di Ben Johnson, eterno rivale di Lewis, a cui robusti anabolizzanti avevano messo le ali, tanto da portarlo al record mondiale proprio sui 100.

Certo, vedere la gara mondiale più attesa, con gli avversari di Bolt battuti non sulla pista, ma dall’esito di una provetta, è francamente desolante. Usciti con le ossa rotte dalla devastante esperienza del ciclismo, dove Armstrong è stato capace di scippare Tour de France in serie, grazie alle scorciatoie dell’epo, ora i tifosi si sentono accerchiati anche da quest’ultima vicenda dell’atletica, tanto che diventa di stretta attualità la provocazione lanciata dal quotidiano QS, secondo cui, alle imprese dei campioni dello sport business contemporaneo, bisognerebbe aggiungere preventivamente un asterisco: “Salvo doping”.

Constatazione amara, ma che trova conferma persino nelle parole di Tyson Gay che, appena scoperto, non ha neppure pensato per un attimo a negare la sua positività, rivolgendo piuttosto le sue invettive a chi lo aveva “tradito”. Ma i veri traditi da questa menzogna senza fine sono solo e sempre loro: i tifosi.

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