Redazione

Si chiama SeD, il Servizio disagio donna promosso dalla Caritas Ambrosiana. È un centro di secondo livello, al quale arrivano le segnalazioni di bisogno da tutta la diocesi, ma anche dal resto d’Italia. Chiamano le stesse donne: in un primo appuntamento c’è l’ascolto, si delinea il problema e un successivo accompagnamento. Molte richieste giungono dai centri di ascolto delle parrocchie. Da anni è stata costituita una rete di servizi a livello lombardo e diocesano, che a Milano raccoglie tutte le realtà a protezione delle donne, con un finanziamento del Comune. I canali privilegiati con il SeD sono il servizio specifico presente alla Mangiagalli e l’Svs (Soccorso violenza sessuale): da quando questa relazione è diventata più forte, le telefonate sono raddoppiate e sono molto aumentate le donne prese in carico. Il SeD attiva la rete di pronto intervento in poche ore. Poi in una serie di colloqui fa un progetto con la donna, perché è considerata importante la sua partecipazione e l’autodeterminazione. Si ospita poi in comunità di 3-4 donne, anche con i figli. Inoltre ci sono la consulenza legale e la ricerca del lavoro, oppure l’aiuta a mantenere il proprio. Si attiva tutto ciò che può permettere una vita abbastanza normale, con la presenza di operatrici all’interno della comunità. Quando si intravede l’uscita da questa fase iniziale, lo si fa con risorse autonome o in appartamenti di seconda accoglienza. Qui la donna sperimenta l’autonomia, con la presenza una tantum di un’educatrice. Di solito è un periodo che va dagli 8 mesi ai 2 anni. Per rivolgersi al SeD: tel. 02.76037352 – maltrattamentodonne@caritas.it. (P.N.)

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