L'inflazione in città è arrivata al 2,8%, aumenti rilevanti per casa, acqua ed elettricità. Sindacati e assoconsumatori in allerta


Redazione

14/02/2008

di Cristina CONTI

E’ allarme tra le famiglie milanesi per il carovita. L’inflazione è arrivata al 2,8%. Gli aumenti più consistenti riguardano casa, acqua ed elettricità, per un totale di mille euro l’anno. Secondo un’elaborazione dei dati Istat realizzata da Altroconsumo, il tasso di inflazione nel capoluogo lombardo è aumentato di un punto percentuale rispetto al gennaio 2007.

A incidere sul bilancio sono soprattutto le spese per l’abitazione, con 330 euro in più per acqua, elettricità e riscaldamento. Seguono i trasporti con 275 euro in più l’anno, dovuti in gran parte al caro-benzina. Gli alimentari sono al terzo posto, con un aumento di 242 euro per colpa dei rincari di carne, cereali, latte e derivati.

Rincari che riguardano tutta Italia. Ma a Milano si fanno più sentire. Se infatti nelle altre città si spendono 850 euro in più all’anno, sotto la Madonnina si arriva a 1000. «La difesa del potere d’acquisto è tornata a essere una priorità . E’ vero, serve un nuovo patto per la città. Con una cabina di regia che coordini tutte le iniziative che allentano la tensione sul tema prezzi/stipendi. Noi siamo pronti fare la nostra parte. A partire dal rilancio dell’Osservatorio prezzi», spiega Carlo Sangalli, presidente della Camera di Commercio di Milano.

Sindacati e associazioni dei consumatori sono in allerta, soprattutto per quelle categorie i cui stipendi risentono meno degli effetti della contrattazione territoriale e aziendale. «Per i dipendenti del pubblico e del privato sociale c’è l’esigenza di un reale controllo dei prezzi per difendere il potere d’acquisto – commenta Maria Oggiano, segretario generale della Funzione Pubblica della Cgil di Milano -. Si parla tanto di contrattazione decentrata agganciata alla produttività, ma la verità è che le risorse non ci sono». Controllare i prezzi e aumentare il potere di acquisto delle famiglie più deboli sono, dunque, le priorità.

E per rilanciare i consumi nel capoluogo lombardo è indispensabile la collaborazione di tutti, dai commercianti alle istituzioni. «Tutti, dalle associazioni imprenditoriali alle istituzioni, passando per il sindacato, dobbiamo farci carico del problema – sottolinea il segretario generale della Cisl milanese Fulvio Giacomassi -. Molto si può fare anche a livello locale. Dall’incidere sulle tariffe, visto il ruolo del Comune dentro A2A, al rilancio di un serio Osservatorio prezzi all’interno della Camera di Commercio».

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