Il Consiglio comunale di Milano ha approvato il nuovo Piano attuativo per l’Economia sociale, aprendo una nuova fase per l’integrazione delle varie realtà del terzo settore (e non solo) e del mondo imprenditoriale per lo sviluppo della città. «È un percorso – spiega Valerio Pedroni, presidente della Commissione speciale per l’economia civile – che abbiamo costruito insieme alla commissione sviluppo economico e lavoro, presieduta dalla collega Natascia Tosoni. Adesso faremo tutto il nostro dovere di controllo perché sia concluso entro il termine della consiliatura».
Il passaggio successivo riguarda l’attuazione e il monitoraggio del documento nei prossimi mesi. Il piano, che tiene fede alle indicazioni del 2022 della Commissione europea, oltre agli enti del terzo settore include l’intero mondo della cooperazione e dell’imprenditoria sociale.
L’ambito di applicazione è volutamente ampio: dal turismo sostenibile alla ristorazione, fino alle cooperative di abitanti. «Abbiamo immaginato una grande alleanza tra gli enti dell’economia sociale e il mondo industriale e imprenditoriale – aggiunge Pedroni -. In questa prospettiva, un primo cerchio concentrico lo ricoprono le società benefit, che per vocazione mirano alla produzione dell’impatto sociale. L’idea è di creare strumenti di connessione strutturali e trasparenti, inseriti in una governance pubblica, che rendano più semplice per le imprese collaborare con gli attori dell’economia sociale».
Per realizzare questi obiettivi, il Comune guarda con attenzione alle esperienze già avviate altrove: «A Brescia è stato fatto un lavoro molto interessante sul social procurement negli appalti pubblici. Abbiamo inoltre già portato in commissione consigliare diverse proposte sui servizi come la pulizia e la manutenzione del verde, introducendo accanto alla valutazione tecnica criteri legati all’inserimento lavorativo delle persone fragili». Il risultato è duplice: da un lato si riducono le liste d’attesa dei servizi di collocamento, dall’altro si sposta la spesa dal welfare assistenziale a percorsi di autonomia fondati sul lavoro.
Non manca il tema della casa, un capitolo sensibile per Milano. Il piano attuativo si intreccia con il piano straordinario sull’emergenza abitativa, che nei progetti del comune prevederebbe la realizzazione di 10 mila alloggi a prezzi calmierati. «L’obiettivo – spiega Pedroni – è orientare questo piano anche verso le cooperative di abitanti, utilizzando gli strumenti amministrativi di affidamento già disponibili».









