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Milano

Carcere, dai Cattolici Ambrosiani un progetto di housing per detenuti

Dal gruppo di confronto su temi civili e politici formatosi su invito dell’Arcivescovo è nata una proposta per favorire misure alternative alla detenzione, attraverso l’individuazione di 10 appartamenti di edilizia pubblica, che ha già ottenuto il sostegno del Consiglio comunale. La presentazione venerdì 13 febbraio presso le Acli milanesi

12 Febbraio 2026

“Cattolici Ambrosiani” è uno spazio di confronto e collaborazione nato due anni fa, a seguito delle sollecitazioni rivolte ai cattolici dell’Arcidiocesi di Milano dall’Arcivescovo, monsignor Mario Delpini, ad avviare una riflessione sull’impegno civile e politico. È costituito da professori universitari e laici impegnati provenienti da diverse esperienze dell’Arcidiocesi che hanno coinvolto politici cattolici presenti in Consiglio comunale e nei Municipi di Milano appartenenti a diversi partiti e schieramenti.

Carcere, un degrado insopportabile

Nell’anno giubilare è maturata una comune e forte attenzione alle condizioni in cui vivono molti detenuti delle carceri milanesi: situazione che viola sistematicamente la dignità delle persone e che infligge un inutile aggravamento della pena. Si tratta, infatti, di una violenza subita dai detenuti a prescindere dal proprio percorso giudiziario.

Tutti hanno concordemente sentito come inaccettabile la degradazione inflitta ai detenuti per il sovraffollamento delle celle, la limitazione di accesso alle cure, l’impedimento ad accedere ad attività tese al proprio recupero, le difficoltà dell’esecuzione della pena fuori dal carcere là dove previsto, un quadro che si è drammaticamente aggravato in questo ultimo anno, allontanando il sistema carcerario da quei principi di recupero e riabilitazione della persona previsti dalla nostra Costituzione, così come è stato richiamato anche dall’Arcivescovo nel suo ultimo Discorso alla città, il 5 dicembre 2025: «La Costituzione  è tradita per le pessime condizioni dei carcerati e per la formazione e il trattamento del personale della Polizia penitenziaria. La Costituzione è tradita per la sempre maggiore recrudescenza delle norme. La Costituzione è tradita per la scarsissima accessibilità dei percorsi di reinserimento sociale dei condannati. Le condizioni di squallore, di degrado e di violenza non facilitano il riconoscimento del male compiuto. Piuttosto, suscitano rabbia, risentimento, umiliazioni. […] Quando una società fa sì che la detenzione sia il modo più ovvio (e sbrigativo) per sanzionare reati, significa che non è realmente capace o impegnata a prevenire reati, a favorire la riparazione dei danni e a creare le condizioni per riportare le persone alla legalità».

Convergenza da fronti diversi

Da questa comune riflessione è maturata in “Cattolici Ambrosiani” l’esigenza di un’iniziativa concreta che si ponga come un gesto di speranza per la città, ma anche come possibile modello per altre realtà territoriali, rimarcando come sia possibile una convergenza tra politici di diverse sensibilità e tra questi e la società civile, di fronte alla condizione dei detenuti che chiama tutti a un sussulto di responsabilità e alla ricerca comune di soluzioni.

“Cattolici Ambrosiani” si è concentrato sul problema di quanti potrebbero accedere a misure alternative alla detenzione, ma sono impossibilitati a usufruirne per mancanza di un domicilio idoneo. Ha messo, pertanto, a punto un progetto, in collaborazione con il Comune di Milano, per la realizzazione di alcuni alloggi per detenuti che hanno la possibilità di scontare la pena al di fuori del carcere.

Il progetto

Il progetto prevede:

-Individuazione di 10 appartamenti di edilizia pubblica da ristrutturare individuati dal Comune di Milano

-Reperimento dei fondi per le ristrutturazioni attraverso il sostegno di fondazioni bancarie, altre fondazioni ed enti e associazioni private

-Affidamento tramite bando degli appartamenti a enti gestori del terzo settore che si faranno carico dell’accompagnamento e dell’inserimento sociale dei detenuti accolti.

-Sviluppo di percorsi di inserimento lavorativo, con il coinvolgimento delle istituzioni pubbliche e private, al fine di favorire percorsi di autonomia dei detenuti. 

In questo quadro, grande rilievo ha avuto l’odg, votato lo scorso 12 gennaio da tutte le forze politiche presenti nel Consiglio comunale di Milano, che invita la Giunta «a porre particolare attenzione al tema della riabilitazione e del reinserimento sociale delle persone ristrette, con particolare attenzione a quelle a fine pena e a quelle che non possono godere di misure alternative per mancanza di alloggio, investendo, per quanto attiene alle proprie competenze, in programmi di supporto psicologico, educativo e lavorativo», destinando 10 alloggi per il progetto di “Cattolici Ambrosiani”. 

La presentazione

La presentazione avrà luogo venerdì 13 febbraio, alle 16, presso le Acli milanesi (via della Signora 3). Interverranno: Claudia Di Filippo e Giorgio Del Zanna, a nome di “Cattolici Ambrosiani”; l’ Arcivescovo; l’assessore al Bilancio, Demanio e Piano Straordinario Casa Emmanuel Conte; l’Assessore alla casa Fabio Bottero; il Garante per i detenuti della Lombardia Luigi Pagano; la Responsabile dell’Ufficio interdistrettuale di Esecuzione penale esterna Teresa Maria Mazzotta; il Provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria per la Lombardia Maria Milano Franco d’Aragona; Delfina Colombo, presidente delle Acli milanesi