Suor Simonetta Caboni (37 anni), di origini sarde, è una Missionaria di Maria, Saveriana. Oggi vive a Milano, in una comunità in via Lulli 27, tra piazzale Loreto e piazza Piola. Da giovane ha conosciuto i missionari e le missionarie saveriane che facevano animazione vocazionale: «Mi hanno contagiato con il loro ardore per l’annuncio del Vangelo a chi ancora lo attende».
Nel 2012 si è recata in Thailandia, terra di missione, dove ha conosciuto ancora meglio le religiose e il loro carisma. Così ha deciso di entrare nell’istituto. «Quello che mi attirava di più – racconta – era soprattutto la gioia della testimonianza di queste donne e questi uomini, molto semplici e lieti, la capacità di dire il Vangelo con la vita, di lasciarsi contagiare da un’invadente presenza del Signore che li ha coinvolti totalmente».
«Milano, terra di missione»
L’8 settembre scorso ha pronunciato i voti perpetui a Milano, «che adesso considero come la mia terra di missione». Ha scelto la Festa della Natività di Maria perché le Saveriane sono molto legate alla figura della Vergine che porta la buona notizia: «Noi ci ispiriamo all’icona della visitazione a Elisabetta. Inoltre è una festa comune ai cristiani di Oriente e di Occidente, quindi segno di unità».
La sua prima esperienza missionaria è stata in Congo, dove è rimasta cinque anni. Poi in Camerun, dove è rimasta meno di un anno perché si è ammalata ed è dovuta tornare in Italia a curarsi. Ora sta studiando presso la Facoltà teologica dell’Italia settentrionale per ottenere la licenza e collabora con la Pastorale diocesana dei migranti e il Vicariato per la Vita consacrata.

L’importanza della vita comunitaria
Vive in una comunità di 8 suore, di età compresa tra i 33 e gli 89 anni e di nazionalità diverse: «Alcune sono italiane, una è thailandese, battezzata da adulta e poi entrata in Congregazione, una del Congo e un’altra del Messico. Viviamo insieme, per noi la vita comunitaria è un aspetto molto importante». La sua comunità si occupa anche di insegnamento nelle scuole parrocchiali d’italiano e tiene due gruppi di ascolto della Parola. «Ci raduniamo nella nostra casa attorno al Vangelo, di solito con due gruppi che si ritrovano per amicizia, solo qualcuno frequenta la parrocchia – spiega -. Penso che adesso l’amicizia sia la vera via di evangelizzazione».
Che direbbe oggi alle giovani che sono alla ricerca della loro vocazione? «Di non avere paura, di fidarsi, perché il Signore viene solo per amare. Andare in tandem con Lui è l’avventura più bella, anche se poi non si sa dove porta. Ma se siamo con Lui non c’è da temere, nell’amore non c’è timore».






