Sirio 13 -19 maggio 2024
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Educazione

«Porte aperte» per oratori che fanno stare bene i ragazzi

Don Stefano Guidi (coordinatore di Odl e direttore della Fom) e Valeria Negrini (vicepresidente della Fondazione Cariplo) illustrano il bando, recentemente presentato, che sostiene i progetti delle parrocchie rivolti a preadolescenti, adolescenti e giovani

di Stefania CECCHETTI

7 Maggio 2024

Si intitola «Porte aperte» il bando che Fondazione Cariplo, in collaborazione con la Fondazione Peppino Vismara e le 16 Fondazioni di Comunità, promuove per potenziare e rinforzare l’offerta educativa degli oratori lombardi rivolta a preadolescenti, adolescenti e giovani. Con un occhio particolare alla valorizzazione delle alleanze territoriali con altri soggetti educativi (leggi qui).

Molto soddisfatto il commento di don Stefano Guidi, coordinatore di Oratori diocesi lombarde (Odl) e direttore della Fom (Fondazione oratori milanesi): «È l’ennesima conferma – dichiara – dell’interesse e della stima che le istituzioni, pubbliche e private, del nostro contesto sociale lombardo nutrono nei confronti dell’oratorio, visto come soggetto importante della dimensione sociale della nostra Regione. Del resto, come ha recentemente descritto la ricerca sugli oratori della città di Milano dal titolo “Il posto degli oratori” (leggi qui), le nostre parrocchie sono uno dei pochi presidi presenti nei contesti sociali particolarmente svantaggiati».

Destinatari del bando sono i ragazzi: «Al centro di questa operazione – continua don Guidi -, c’è il benessere di adolescenti e giovani che in questo momento tutti abbiamo particolarmente a cuore. Anche in questo caso, l’oratorio viene percepito come un coefficiente importante per raggiungere l’obiettivo di far stare bene i ragazzi, perché possano vivere una dimensione personale e sociale più positiva». Terzo e ultimo motivo di orgoglio: «Questo bando riconosce e punta sulla capacità che gli oratori hanno sul territorio di diventare un ingrediente di comunione, di fare rete, per dirla con un termine che oggi va di moda».

Il bando andrà a sostenere progetti di una certa rilevanza e di lungo corso: «È una realtà che di fatto esiste già – precisa don Guidi -, perché non sono poche le parrocchie che hanno fatto un investimento economico veramente importante sull’oratorio. In questo senso il bando permette di accendere una luce sulle capacità educative e progettuali di tanti oratori della nostra regione».

Valeria Negrini, vicepresidente della Fondazione Cariplo, spiega così il senso dell’impegno della Fondazione: «È una preoccupazione che parte da lontano, la nostra, nei confronti dei giovani. Dagli esiti di altri bandi indetti negli anni scorsi, è emersa, in particolare dopo il Covid, una fascia di minori, preadolescenti e adolescenti, che non manifestavano particolari disagi dal punto di vista psichico e psichiatrico, ma una sorta di spaesamento e di difficoltà a trovare un luogo in cui ritrovarsi e condividere un senso di appartenenza e di comunità. Abbiamo provato a far incontrare questa nostra urgenza di intervento verso i giovani con un’esigenza che veniva dagli oratori, di riuscire a potenziare le attività educative che si sviluppano all’interno delle parrocchie e degli oratori stessi. Speriamo di contribuire a che gli oratori diventino sempre più spazi attrattivi, aperti e accessibili per gli adolescenti e i giovani. Tutto questo con l’attenzione a coinvolgere tutta una serie di realtà presenti sul territorio – come associazioni, cooperative, ma anche enti pubblici – per realizzare attività che siano non solo educative, ma anche di natura sportiva, ludica e culturale».

Il bando, che scadrà il 7 giugno, stanzia 2 milioni e 250 mila euro, provenienti in parte da Fondazione Cariplo, in parte dalla Fondazione Peppino Vismara, in parte anche dalla partecipazione delle sedici Fondazioni di Comunità: «Questo è un dato molto interessante – sottolinea Negrini – perché proprio attraverso le sedici Fondazioni comunitarie, che fanno parte del mondo Cariplo, pensiamo di riuscire a costruire progetti molto caratterizzati territorialmente, che tengano cioè conto anche delle differenze, delle potenzialità e delle specificità dei diversi territori».