Giovedì 14 maggio, alle 17, nella Basilica di Sant’Ambrogio, l’Arcivescovo presiederà i Secondi Vespri nella solennità dell’Ascensione del Signore e la conclusione della fase diocesana dell’Inchiesta in vista della beatificazione e della canonizzazione del Servo di Dio don Luigi Giussani, sacerdote ambrosiano, fondatore del movimento di Comunione e Liberazione (1922-2005). Data e luogo sono strettamente legati alla figura di don Giussani, particolarmente devoto alla solennità dell’Ascensione e a lungo docente e formatore di giovani all’Università Cattolica, vicina alla Basilica.
La causa è stata avviata nel 2012 dal cardinale Angelo Scola, allora Arcivescovo di Milano, che accolse la richiesta della Fraternità di Comunione e Liberazione e dispose l’inizio l’inizio della “fase documentale” dell’Inchiesta. Due teologi hanno esaminato gli scritti pubblicati e redatto una Dichiarazione attestante l’assenza di errori in materia di fede e di morale, illustrando al contempo il pensiero teologico e la spiritualità del Servo di Dio. Parallelamente è stata costituita una Commissione storica per raccogliere tutta la documentazione utile a ricostruirne la vita.
Il 9 maggio 2024, con una celebrazione in Sant’Ambrogio, monsignor Delpini ha aperto la prima sessione pubblica della “fase testimoniale”, durante la quale sono state acquisite circa 80 testimonianze a conferma della spiritualità e della fama di santità di don Giussani. Tutta la documentazione raccolta in questi anni verrà trasmessa al Dicastero delle Cause dei Santi della Santa Sede, dove verrà verificato il lavoro svolto. Seguiranno le altre fasi previste dalle norme fino ad arrivare all’eventuale decisione del Papa di dichiarare “Venerabile” il Servo di Dio. A quel punto, acclarato almeno un miracolo compiuto da Dio attraverso la preghiera e l’intercessione di don Giussani, questi potrà essere proclamato “Beato” e, dopo un successivo miracolo, “Santo”.




