Si è da poco conclusa in Duomo la Messa, presieduta dall’Arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, nella memoria del Servo di Dio don Luigi Giussani, il sacerdote ambrosiano, fondatore del movimento di “Comunione e Liberazione”, nato a Desio il 15 ottobre 1922 e morto a Milano il 22 febbraio 2005 in fama di santità (qui l’omelia pronunciata dall’Arcivescovo durante la Messa).
Al termine della celebrazione l’Arcivescovo ha comunicato che giovedì 14 maggio, giorno dell’Ascensione del Signore, alle 17, nella Basilica di Sant’Ambrogio, presiederà la Messa che segnerà la conclusione della fase diocesana dell’Inchiesta in vista della beatificazione e della canonizzazione di don Giussani.
«Innamorato della nostra Chiesa»
Nel dare l’annuncio monsignor Delpini ha ricordato don Giussani come «un sacerdote ambrosiano, innamorato della nostra Chiesa, che volle servire per tutta la sua vita con l’ardore del suo animo e del suo zelo. Nella sua vita e nel suo ministero ha indicato quali frutti possa avere l’intenso amore per Dio: la fecondità che può dare (come ha dato) origine a qualcosa che lo Spirito di Dio rende prezioso per la Chiesa tutta. Penso qui al dono che è per la Chiesa universale il Movimento e la Fraternità di Comunione e Liberazione, il cui fecondo carisma è diffuso ormai in tutto il mondo».
L’avvio nel 2012 con il cardinale Scola
A dare avvio al processo che ora giunge a compimento in ambito diocesano fu, nel 2012, l’allora Arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, che, accogliendo la richiesta della Fraternità di “Comunione e Liberazione”, dispose l’inizio dell’Inchiesta diocesana per la beatificazione e canonizzazione del suo fondatore e, secondo le norme emanate dalla Santa Sede, dispose l’inizio della cosiddetta “fase documentale”.
Due teologi furono incaricati di esaminare gli scritti pubblicati e di redigere una Dichiarazione che attestasse l’assenza di errori in materia di fede e di morale, illustrando al contempo il pensiero teologico e la spiritualità del Servo di Dio. Parallelamente venne costituita una Commissione storica, con il compito di raccogliere tutta la documentazione utile a ricostruirne la vita. Scopo di tale ricerca è fondare documentalmente la pertinenza e la convenienza della beatificazione di don Giussani, quale modello convincente di vita cristiana e, in questo caso specifico, sacerdotale.
La fase testimoniale
Il 9 maggio 2024 nella Basilica di Sant’Ambrogio monsignor Delpini ha poi aperto con una celebrazione solenne la prima sessione pubblica della “fase testimoniale”, durante la quale sono state acquisite circa 80 testimonianze a conferma della spiritualità e della fama di santità di don Giussani. Questa fase si concluderà con la Messa del 14 maggio.
I documenti trasmessi in Vaticano
Tutta la documentazione raccolta in questi anni verrà trasmessa al Dicastero delle Cause dei Santi della Santa Sede, dove verrà verificato il lavoro fatto nella Diocesi ambrosiana e seguiranno le altre fasi previste dalle norme fino ad arrivare all’eventuale decisione del Santo Padre di dichiarare “Venerabile” il Servo di Dio. A quel punto, acclarato almeno un miracolo compiuto da Dio attraverso la preghiera e l’intercessione di don Giussani, questi potrà essere proclamato “Beato” e, dopo un successivo miracolo, “Santo”.
La scelta della data e del luogo per la celebrazione di maggio è legata alla figura stessa di don Giussani: la solennità dell’Ascensione era particolarmente cara al sacerdote, mentre la Basilica, vicina alle aule dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, vuole ricordare i luoghi in cui per molti anni il sacerdote ambrosiano formò generazioni di giovani.







