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In Duomo

Delpini: «Don Giussani, semplicemente un uomo di Dio»

L'Arcivescovo ha presieduto la Messa a 21 anni dalla morte e a 44 dal riconoscimento pontificio della Fraternità di Cl. Al termine l'annuncio: il 14 maggio si chiuderà la fase diocesana della causa di beatificazione

di Annamaria BRACCINI

20 Febbraio 2026
Monsignor Mario Delpini annuncia la chiusura della fase diocesana della causa di beatificazione di don Giussani (©Giovanni Dinatolo)

Un sacerdote ambrosiano dal cuore ardente, un dono fecondo per la Chiesa tutta. Questi i caratteri del Servo di Dio monsignor Luigi Giussani, che l’Arcivescovo ha delineato annunciando la chiusura della fase diocesana dell’inchiesta in vista della beatificazione e della canonizzazione del fondatore del movimento e di Comunione e liberazione. Parole giunte al termine della Messa da lui presieduta in Duomo per il 21° anniversario della morte di Giussani, nato a Desio il 15 ottobre 1922 e scomparso a Milano il 22 febbraio 2005, e per il 44° del riconoscimento pontificio della fraternità di Cl.

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L’annuncio dell’Arcivescovo 

«Un grande prete, un sacerdote ambrosiano innamorato della nostra Chiesa, che volle servire per tutta la sua vita con l’ardore del suo animo e del suo zelo. Nella sua vita e nel suo ministero ha indicato quali frutti possa avere l’intenso amore per Dio: la fecondità che può dare – come ha dato – origine a qualcosa che lo Spirito di Dio rende prezioso per la Chiesa tutta. Penso qui al dono che è per la Chiesa universale il Movimento e la Fraternità di Comunione e Liberazione, il cui fecondo carisma è diffuso ormai in tutto il mondo», ha infatti detto monsignor Delpini, salutato da un lungo applauso.

Giovedì 14 maggio, giorno dell’Ascensione, alle 17, nella Basilica di Sant’Ambrogio, l’Arcivescovo – che ha condiviso la gioia di tutta la Chiesa ambrosiana e del movimento – presiederà la celebrazione eucaristica che segnerà la conclusione solenne della fase diocesana. Significativa la scelta della data e del luogo: la solennità dell’Ascensione era particolarmente cara a Giussani, che nelle aule dell’Università Cattolica – vicinissima a Sant’Ambrogio – per molti anni formò generazioni di giovani.

Messa Giussani 2026
La processione iniziale (©Giovanni Dinatolo)

La celebrazione

Nella Cattedrale gremita, con tanta gente rimasta in piedi, la celebrazione di ricordo e suffragio – come molte altre celebrate in vari Paesi del mondo -, ha visto la partecipazione del presidente della Fraternità Davide Prosperi, del fratello di “don Gius” Gaetano, dei nipoti, della vicesindaco di Milano Anna Scavuzzo (con la fascia tricolore) e dei vertici di Cl: il presidente della Compagnia delle Opere Andrea Dellabianca, quello del Meeting dell’Amicizia di Rimini (che il Papa visiterà il 22 agosto) Bernhard Scholz, la postulatrice della causa Chiara Minelli.

A concelebrare oltre 50 sacerdoti, tra cui il vescovo maronita di Batroun (Libano) monsignor Mounir Khairallah, il Moderator Curiae monsignor Carlo Azzimonti, l’assistente ecclesiastico diocesano di Cl don Mario Garavaglia, don Julián Carron (primo successore di Giussani alla guida della Fraternità) e l’assistente ecclesiastico dell’Azione Cattolica Ambrosiana don Cristiano Passoni.

Messa Giussani 2026
Un momento della celebrazione (©Giovanni Dinatolo)

«Giussani: un uomo di Dio»

Intensa l’omelia pronunciata dall’Arcivescovo.

«Gli uomini e le donne di Dio ricevono la rivelazione che l’abisso non è l’enigma spaventoso, ma il mistero consolante, la verità indicibile che invita con parole e silenzi al cuore della vita, alla gioia inesauribile. Gli uomini e le donne di Dio si avventurano nell’abisso e dimorano nel mistero e esultano nello stupore. Vivono della vita ricevuta, si rendono conto di essere addirittura capaci di amare, di amare di un amore libero e puro, di un amore crocifisso, amati in modo da essere capaci di amare». E ancora, «uomini e donne di Dio sanno dire al cuore umano la parola che riaccende la compassione, la benevolenza, la sete di infinito, la nostalgia di Dio. E molti uomini e donne si sentono chiamati da questi uomini e donne di Dio a una esultanza inaudita, a una bontà eroica, a una misura smisurata di umanità. Che cosa si può dire di don Giussani? Forse, semplicemente che è stato un uomo di Dio».

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Le fasi della causa

Un «uomo di Dio», il cui processo di beatificazione – che ora giunge al compimento diocesano – fu avviato nel 2012 dall’allora Arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, che dispose l’inizio della cosiddetta “fase documentale”. Il 9 maggio 2024, nella Basilica di Sant’Ambrogio, monsignor Delpini aprì la prima sessione pubblica della “fase testimoniale” dell’inchiesta, durante la quale sono state acquisite circa 80 testimonianze a conferma della fama di santità di don Giussani.

Ora tutta la documentazione raccolta verrà trasmessa al Dicastero delle Cause dei Santi della Santa Sede, dove verrà verificato il lavoro fatto nella Diocesi ambrosiana e seguiranno le altre fasi previste dalle norme fino ad arrivare all’eventuale decisione del Santo Padre di dichiarare Venerabile il Servo di Dio. A quel punto, acclarato almeno un miracolo compiuto da Dio attraverso la preghiera e l’intercessione di don Giussani, questi potrà essere proclamato beato e, dopo un successivo miracolo, santo.

Messa Giussani 2026
La dichiarazione di Davide Prosperi (©Giovanni Dinatolo)

La dichiarazione del presidente Prosperi

«È un annuncio che ci riempie di commozione e di gratitudine per il dono che il Signore ha fatto alla Chiesa e al mondo attraverso il carisma di don Giussani, dal quale è sgorgata un’esperienza di cammino cristiano che continua a vivere e a rinnovarsi in tutto il mondo nella sequela al Papa e ai suoi Vescovi – si legge in una dichiarazione di Prosperi -. Profondamente grati all’arcivescovo Delpini e in attesa di poter assistere con gioia a questo nuovo fondamentale passo della causa di beatificazione, continuiamo a pregare affinché la Chiesa accolga presto tra i suoi Santi don Giussani, che con la sua testimonianza ci ha insegnato a conoscere e amare Gesù Cristo, presente qui e ora, e salvezza per tutti gli uomini e le donne di ogni tempo».

Messa Giussani 2026
Il saluto tra Prosperi e l’Arcivescovo (©Giovanni Dinatolo)

In Duomo lo stesso Prosperi ha letto un saluto di ringraziamento a nome del movimento: «Ringraziamo per il sostegno e l’accompagnamento attento e costante che lei e la Diocesi di Milano continuate a offrire con grande generosità per la causa di beatificazione di don Giussani», ha sottolineato, riservando un pensiero anche per Marco Gallo, il 17enne legato al movimento di Cl, morto in un incidente stradale nel 2011 e del quale l’Arcivescovo avvierà la fase diocesana del processo di beatificazione il 7 marzo in Curia a Milano.