Presieduta dall’Arcivescovo alle 20.30, diretta tv, radio e web. Aperte le iscrizioni per la partecipazione in presenza

veglia

La Veglia missionaria diocesana è in programma sabato 24 ottobre, alle 20.30, nel Duomo di Milano, sul tema «Eccomi, manda me». Sarà presieduta dall’Arcivescovo, monsignor Mario Delpini, e sarà trasmessa in diretta su Chiesa Tv (canale 195 del digitale terrestre), su Radio Mater e in streaming su www.chiesadimilano.it e sul canale Youtube.com/chiesadimilano

Riceveranno il mandato tre sacerdoti diocesani inviati come fidei donum: don Alberto Galimberti, parroco di San Giovanni Battista a Rho, che andrà in Albania, don Gregorio Josè Simonelli, vicario parrocchiale dei Santi Nazaro e Celso di Verano Brianza, destinato al Perù, don Alessandro Maggioni, vicario parrocchiale a Inzago, che si recherà in Camerun.

L’Arcivescovo affiderà la croce della missione anche al comboniano padre Maurizio Balducci, della Comunità di Venegono Superiore, che andrà in Uganda; alla famiglia Motta, della parrocchia san Rocco di Monza, che partirà per il Brasile con l’Operazione Mato Grosso; a una missionaria laica dell’Associazione Laici Pime, Silvia Derna, della parrocchia dei Santi Stefano e Materno di Maccagno, in partenza per il Camerun; a una suora della congregazione delle Dorotee di Cemmo, Pierelia Bonetti, che svolgerà il proprio servizio nella Repubblica Democratica del Congo.

A causa delle normative Covid gli accessi al Duomo sono contingentati. Per partecipare in presenza occorre prenotarsi utilizzando questo modulo. Nella mail di risposta – che dovrà essere stampata e mostrata all’ingresso del Duomo – saranno fornite indicazioni a cui attenersi scrupolosamente. La Veglia si svolgerà nel pieno rispetto delle normative legate al contenimento della pandemia, comprese quelle più recenti. L’orario di inizio è stato leggermente anticipato, alle 20.30, per consentire a tutti i partecipanti un rientro alle proprie abitazioni prima delle 23.

In occasione della Veglia viene proposta la scelta del digiuno come segno di attenzione e condivisione con le innumerevoli situazioni di disagio presenti nel mondo. Al termine della celebrazione si raccoglierà il corrispettivo della cena da inviare alle Pontificie Opere Missionarie.

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