Sirio 22-29 febbraio 2024
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Milano

Pace, da desiderio di tutti a possibilità di ciascuno

Sabato 10 febbraio nella sede di Caritas Ambrosiana il Convegno mondialità. Dopo il saluto dell’Arcivescovo e la relazione di padre Casalone, quattro esperienze di percorsi di pace in contesti complessi

7 Febbraio 2024

Sabato 10 febbraio, dalle 9.30 alle 13, nella sede di Caritas Ambrosiana (via San Bernardino 4, Milano), si terrà il Convegno Mondialità 2024 dal titolo «Facciamo la pace?  – Da desiderio di tutti a possibilità di ciascuno», promosso da Caritas Ambrosiana insieme agli Uffici per la Pastorale migranti e per la Pastorale missionaria della Diocesi di Milano (vedi qui la locandina).

In un contesto segnato da conflitti militari e crescenti tensioni tra le Nazioni, l’espressione «terza guerra mondiale a pezzi» coniata da papa Francesco quasi dieci anni fa risulta più che mai attuale. Nonostante questo quadro geopolitico, molte sono le testimonianze di chi sceglie la via della pace, di chi cerca di abbattere i muri di divisione cercando di aprire nuove strade nel deserto della guerra. Partendo da queste premesse il Convegno mondialità 2024 vuole dare spazio a percorsi concreti ed esperienze in cui ciò che spesso è fonte di divisione o conflitto viene superato grazie al dialogo e alla cultura della non violenza.

Il programma

Ad aprire l’incontro di sabato l’intervento dell’Arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini. Sarà poi il gesuita padre Carlo Casalone, teologo, collaboratore della Pontificia Accademia per la Vita e presidente della Fondazione Carlo Maria Martini, a tenere la relazione introduttiva dal titolo «Costruire la pace: l’orizzonte cristiano».

La seconda parte della mattinata sarà dedicata a una tavola rotonda moderata da Alberto Chiara, caporedattore di Famiglia Cristiana. Interverranno Giulia Ceccutti, coordinatrice dell’Associazione Italiana Amici di Neve Shalom- Wahat al-Salam, che da oltre 30 anni sostiene un villaggio in Israele in cui ebrei e palestinesi vivono insieme in equità e giustizia; Sharizan Shinkuba, dell’associazione Rondine Cittadella della Pace, impegnata in tutto il mondo in progetti di solidarietà e amicizia tra i popoli; Tiziana Bernardi, presidente della onlus Golfini rossi, una associazione che persegue finalità di solidarietà sociale negli ambiti della formazione, start up di micro impresa a sostegno di economie povere attraverso la cooperazione internazionale; Luca Bertoni, partecipante a Strade di pace, percorso formativo-esperienziale di un anno che Caritas Ambrosiana propone a giovani tra i 18 e i 35 anni dell’intera Diocesi. In conclusione un dibattito con il pubblico in sala e con chi si collegherà da remoto.

Gualzetti: «Rafforzare il dialogo»

«Dire pace oggi – riflette Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana – equivale a evocare una meta impossibile da realizzare. Invece noi crediamo che sia possibile evitare il rischio, paventato da papa Francesco, che la “terza guerra mondiale a pezzi” si trasformi in un “vero e proprio conflitto globale”. Perché questo orizzonte sia scongiurato, va fatta una scelta netta: la guerra non è una soluzione per la gestione dei conflitti, ma vanno rafforzati gli organismi di dialogo multilaterale. E non dobbiamo pensare che la responsabilità sia solo dei governanti. Anche a noi, cittadini e fedeli comuni, spetta il compito di tracciare sentieri di pace. Possiamo farlo nelle relazioni (sociali, economiche, professionali, culturali) che viviamo ogni giorno: le esperienze cui daremo voce sabato rappresentano modelli percorribili, o comunque cammini stimolanti, nella direzione di una quotidiana costruzione della pace».

Vitali: «Disposti a rischiare»

Osserva don Alberto Vitali, responsabile della Pastorale dei migranti: «Facciamo pace? Difficile non rispondere affermativamente a questa domanda. Ancor più difficile però è lasciarsi mettere in discussione su cosa significhi fare pace in un contesto geopolitico totalmente cambiato in pochi anni. Lo scoppio della guerra in Ucraina ha infatti messo a nudo tante contraddizioni e forse una certa ingenuità e bisogno di risposte troppo semplici ed immediate. Per questo un convegno sulla pace non è di troppo, a condizione d’essere disposti a “rischiare”, andando oltre gli slogan e le mezze verità in cui per anni ci siamo cullati».

Zago: «Un invito per tutti»

«La Sacra Scrittura quando parla di pace – spiega don Maurizio Zago, responsabile della Pastorale missionaria – ci consegna espressioni molto brevi, ma capaci di far guardare lontano. Una di queste è “misericordia e verità si incontreranno, giustizia e pace si baceranno” (Salmo 84,11). A dire che il desiderio di vita piena e felice, seme nascosto nel cuore di ciascuno di noi, può fiorire quando le relazioni sanno rivestirsi di questi quattro punti cardinali. I fatti internazionali cui stiamo assistendo impotenti mettono a fuoco l’instabilità della pace se misericordia, verità e giustizia non riescono ad andare di pari passo. Il Convegno intende mettere davanti ai nostri occhi esperienze concrete, piccole di fronte agli scossoni delle guerre, ma potenti per il terreno che irrigano, in cui nasce il “nuovo” generato dall’incontro di quei quattro cardini. Nello stesso tempo è invito a tutti noi a diventare operatori di pace, irrigando la nostra quotidianità di misericordia, verità, giustizia e pace».

È richiesta l’iscrizione sia per partecipare in presenza (clicca qui), sia per seguire la diretta streaming (clicca qui).