Presso il centro dell’Istituto presentate le novità della sede e le iniziative dell’Ottobre straordinario. Messaggio video dell’Arcivescovo: «I missionari aiutino la città ad avere capacità di critica, discernimento, accoglienza, integrazione»

di Annamaria BRACCINI

inaugurazione nuovo centro Pime

Una realtà, bella luminosa, funzionale, multispazio e multimediale, una finestra aperta sul mondo, un luogo di incontro e di scambio, una agorà di conoscenza reciproca e di riflessione. Tutto questo sarà il nuovo spazio del Pontificio Istituto delle Missioni Estere a Milano, in via Monte Rosa 81, a partire dalle manifestazioni in programma tra il 14 e il 15 settembre, con la celebrazione eucaristica presieduta dall’Arcivescovo domenica alle 10.30. Chiusa la sede romana, il Pime torna per intero nella città e nella Diocesi dove tutto è cominciato novant’anni fa (nel 1850 nacque infatti come Seminario Lombardo per le Missioni Estere).

Illustrato in una conferenza stampa moderata da Giorgio Bernardelli, giornalista di Mondo e Missione, il Centro, visitabile per la prima volta, va tuttavia molto al di là delle strutture concrete, per essere un nuovo modo di intercettare la città e, soprattutto, i giovani. Peraltro già incontrati dal Pime con grande successo: basti pensare ai 70 mila studenti di Milano e provincia avvicinati ogni anno.

Ma il Centro – particolarmente evocativo anche lo slogan che accompagna la “ripartenza”, «La missione al centro», con un gioco di parole che bene spiega la logica dell’iniziativa – ambisce a essere qualcosa di più, oltretutto in un quartiere, Citylife, simbolo del cambiamento urbano. Bella anche la scelta di inserire, nel calendario delle iniziative diocesane per il mese missionario di ottobre, «Incontra-MI», rivolto ai giovani, con testimonianze, condivisioni, spettacoli e un grande gioco-evento, una caccia al tesoro che si concluderà proprio a Citylife.

Ha spiegato padre Ferruccio Brambillasca, Superiore generale del Pime in un video, sottolineando la missione ad extra dei missionari dell’Istituto: «Lo scopo di questo nuovo Centro è educare alla missione, alla mondialità e deve far parlare i missionari», appunto in una città che, forse, non è nella dinamica tradizionale della Missio ad Gentes, ma che sempre più ne ha bisogno.

Il Centro

In oltre 1200 mq trovano spazio il già apprezzatissimo Museo Popoli e Culture, interamente dedicato alla conoscenza delle culture extra-europee, ampliato e arricchito di installazioni multimediali (magnifico il grande tavolo interattivo); una video-installazione che permette di conoscere da vicino i 450 missionari del Pime che vivono oggi il loro ministero in 19 Paesi, sparsi in tutti i continenti.

Senza dimenticare la Caffetteria (non certo per fare business), voluta per immaginare un luogo culturale dove, nel clima accogliente di un locale pubblico, è possibile incontrarsi e ascoltare testimonianze e musica dal mondo. E, ancora, la Libreria Pime Store che, accanto a un’ampia scelta di libri, offre anche prodotti del commercio equo e solidale e delle cooperative sociali attive in Italia. Inoltre il Teatro Pime propone un nuovo cartellone di appuntamenti di qualità per esplorare il mondo attraverso il palcoscenico. La Biblioteca, ricca di un patrimonio di 43 mila volumi, in rete con l’Università Cattolica, si aprirà ancora maggiormente alla cittadinanza con particolare attenzione ai giovani studenti. Infine, una nuova Sala polivalente e altri spazi durante la settimana si animeranno di appuntamenti culturali e proposte per il tempo libero, con un calendario sempre aggiornato consultabile sul sito www.pimemilano.com. Grande spazio anche all’incremento della presenza sui social media.

Gli interventi

«A qualcuno forse potrà sembrare strano che un Istituto missionario spenda soldi per allestire un Centro culturale a Milano e non in missione – ha detto padre Mario Ghezzi, neo direttore del Centro, per 19 anni missionario nel mondo -. Come in Camerun servono pozzi, così anche a Milano oggi servono luoghi che parlino del mondo», ha evidenziato, richiamando lo stretto legame dei missionari con le Diocesi sia origine, sia di destinazione.

Ovviamente così come accade con la Chiesa di Milano – in conferenza stampa è stata proiettata una videointervista realizzata con l’Arcivescovo su globalizzazione e missionarietà (in allegato) – rappresentata dal Vicario episcopale, monsignor Luca Bressan. Cinque le ragioni di soddisfazione della Diocesi per l’avvio del nuovo Centro e delle attività, da lui espresse: «Perché è uno scrigno da cui è partita gente che ama il mondo in una città che rimpiange le frontiere; perché è un esperimento, un laboratorio nella metropoli in cambiamento; perché svolge un ruolo di sentinella a Milano che, vivendo una stagione felice, obbliga alla responsabilità verso chi ha meno; perché è un luogo in cui dire che Gesù è gradito; perché è una fabbrica di dialogo e di relazione che ricorda che le religioni non sono un ostacolo o un problema al dialogo».  

Parole cui ha fatto eco l’assessore Gabriele Rabaiotti, assessore alla Casa e ai Servizi Sociali: «La città oggi, se è città globale, è città circolare. Si tratta di città-mondo che si inseriscono in una città grandissima. Amministrare oggi significa oggi avere uno sguardo di missione. Il nostro centro, in cui abitiamo, è terra di missione, per questo credo sia importante avere un luogo che educa al coraggio della mondialità». «Non si torna indietro da certi processi, guai se credessimo che la città è solo nostra: non sarebbe più città», scandisce Rabaiotti, che sottolinea di parlare in termini laici e si rivolge al Pime: «Quando affidate la missione al centro, in termini laici, significa che è decisiva la sfida, raccontandosi che cosa vi sia al centro di noi stessi. È un passaggio cruciale per un laicato e una comunità civile che ne hanno molto bisogno. Stare qui, in una città come Milano, e raccontarlo ai giovani vuol dire far crescere un’azione politica e sociale più matura. Su questo lancio una sfida al Pime e a me stesso».

Gli eventi del 14 e 15 settembre

La mattina di sabato, al Teatro Pime, si parte con il convegno «Il grido dell’Amazzonia. Ricchezza, drammi e sfide di una regione in crisi», in preparazione al Sinodo dei Vescovi e l’apertura degli stand e della mostra «Il grido dell’Amazzonia» Inoltre, apertura anche di laboratori per bambini con la “Falegnameria dell’Allegria” di Gino Chabod, dove i bambini potranno costruire oggetti in legno; il tiro con l’arco con Giorgio Maccis di Tasarchery; il laboratorio di pittura “Un colibrì per l’Amazzonia”, curato dall’Ufficio Educazione Mondialità; i Truccabimbi e tanto altro ancora. A seguire, stand gastronomici e nel pomeriggio, ancora musica, incontri

Domenica, momento centrale sarà la Messa presieduta da monsignor Mario Delpini con la consegna del crocifisso ai missionari del Pime in partenza (sei suore e tre sacerdoti). Alle 12, benedizione dei locali di via Monte Rosa 81 e inaugurazione ufficiale del Nuovo Centro. Per tutta la giornata, si alterneranno incontri e laboratori.

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