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Venti di guerra sulla Terra Santa

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Testimonianza

Una religiosa ambrosiana a Gerusalemme: «In questi momenti resta solo la preghiera»

Per suor Sandra Castoldi, Orsolina di Milano che da 9 anni vive a Gerusalemme e lavora al Patriarcato con il cardinale Pizzaballa, la situazione di questi giorni è la più grave di sempre

di Luisa BOVE

9 Ottobre 2023
Panoramica di Gerusalemme (foto iStock)

C’è apprensione e preoccupazione per gli attacchi di Hamas su Israele nelle parole di suor Sandra Castoldi, Orsolina di Milano che da 9 anni vive a Gerusalemme e lavora negli uffici del Patriarcato con il neo cardinale Pierbattista Pizzaballa (in questi giorni ancora in Italia). «È la situazione più grave da quando sono qui – ammette la religiosa -. qualcuno dice rispetto a 15 o 50 anni fa. Io sento che non è come le altre volte».

Come tutte le mattine, anche oggi suor Sandra si è recata al lavoro. «Gerusalemme non è insicura, se non avvengono attacchi terroristici di qualche singolo in preda a raptus – spiega -. Tra palestinesi ed ebrei non c’è problema. Io sono entrata in Patriarcato alle 8.30 e non c’era problema, siamo qui in tanti colleghi. Per le strade però non si vede in giro nessuno, anche le auto sono poche, perché la gente cerca di stare al sicuro nelle case. Questo è normale ed è spontaneo. Il problema è per chi abita più lontano, nei Territori palestinesi, perché stanno chiudendo o hanno già chiuso Betlemme e altri: è più disagevole per chi vive in quei territori».

Attività sospese

Da anni le Orsoline gestiscono uno spazio in cui accolgono una trentina ragazzi di età compresa tra i tre mesi e i 18 anni, figli di cristiani migranti irregolari che vivono e lavorano a Gerusalemme. «Ora la struttura è chiusa perché da ieri l’ordine del Governo è quello di sospendere ogni attività educativa – precisa -. Possono restare aperti soltanto i servizi legati al commercio e chi si sposta a piedi deve passare là dove ci sono ripari in caso di bisogno». Intanto le scuole e tutte le realtà educative resteranno chiuse fino a martedì alle 18, quando un nuovo comunicato stabilirà se sarà possibile riprendere le attività.

A Gerusalemme sono presenti anche Arianna e Giacomo, fidei donum della Diocesi di Milano (con i loro due figli piccoli), che suor Sandra andrà a visitare oggi stesso. «Abitano vicino a noi e ieri ci siamo visti a Messa».  

Questa notte per molte ore sono passati tanti aerei . «Sono in corso piani molto più grandi di quello che noi possiamo vedere e sentire – continua la religiosa -. Il Patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pizzaballa, sta cercando di rientrare». Al momento, infatti, i voli da e per Tel-Aviv sono interrotti.

La piccola comunità di Orsoline è composta da tre suore. Una dovrebbe torneare definitivamente in Italia nei prossimi giorni e un’altra deve rientrare momentaneamente per motivi di salute. «Io non ho motivi di tornare in Italia, a meno che la Farnesina non stabilisca di portare via tutti gli italiani. Quando questa notte sentivo gli aerei, pensavo a tutto il male che andava a diffondersi e mi chiedevo dove sarebbero andati a finire e a uccidere. In certi momenti quello che fa di più è la preghiera».