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Campagna

Tutti hanno diritto al cibo (buono)

Prosegue «Good Food For All», con cui più di 300 sigle della società civile europea (compresa la Caritas) evidenziano la necessità di assicurare un’alimentazione non solo quantitativamente sufficiente, ma anche qualitativamente adeguata. Perché venga presa in considerazione dalle istituzioni europee, serve un milione di firme in almeno sette Paesi comunitari entro il 7 gennaio 2027: in calendario iniziative di sensibilizzazione

di Paolo BRIVIO

17 Settembre 2026

Un’agricoltura sviluppata a livello locale, con reti di distribuzione e consumo quanto più possibile prossime al “chilometro zero”. Con ridotto o nullo ricorso a trattamenti chimici di terreni e coltivazioni. Attenta al concetto di stagionalità e alla promozione di colture locali. E pratiche di allevamento rispettose del benessere animale e lontane dall’attitudine intensiva che è sinonimo di inquinamento (delle acque, dei terreni, dell’atmosfera) su larga scala.

Nel Tempo del Creato, cioè nel mese dedicato dalla Chiesa universale a promuovere esperienze e consapevolezze ispirate all’«ecologia integrale» (cardine dell’insegnamento della dottrina sociale su temi ambientali), merita di trovare spazio anche un’approfondita riflessione sugli effetti ambientali delle attività produttive volte a sfamare l’umanità.

La campagna

Le preoccupazioni ambientali non sono estranee a Good Food For AllCibo buono per tutti, campagna lanciata nei mesi scorsi da più di 300 sigle della società civile europea, alla quale hanno aderito anche Caritas Ambrosiana (insieme a Caritas Italiana, Caritas Europa e alle Caritas nazionali di Francia, Grecia e Moldova). Anzi, occupano un posto centrale, tra gli obiettivi dichiarati dai promotori.

Good Food for All parte da alcuni inquietanti presupposti fattuali. Ricorda che una persona su cinque, in Europa, fatica ad alimentarsi, o quantomeno a permettersi cibo sano. Evidenzia che il consumo di cibi ultra-processati è in aumento, soprattutto tra i giovanissimi, e ciò minaccia la salute pubblica. Rimarca che gli agricoltori più attenti alla sostenibilità (anche ambientale) fanno molta fatica ad andare avanti, a causa della concorrenza dell’agroindustria o di produttori di altre regioni del mondo, meno soggetti a regole che tutelano consumatori e ambiente.

Queste e altre consapevolezze, che riguardano l’esperienza quotidiana di ciascuno di noi, inducono a sostenere che il cibo è un diritto umano che va assicurato a tutti non soltanto in quantità consone, ma anche con una qualità adeguata. La fame, la denutrizione e la malnutrizione, ma anche i sempre più diffusi disturbi alimentari e quelli che derivano da cattiva ed eccessiva alimentazione, non sono un caso o una disgrazia, ma un fallimento politico, economico ed etico. Per rimediare al quale i proponenti hanno deciso di ricorrere a uno strumento di democrazia molto avanzato, che ha per destinatari gli organismi dell’Unione Europea.

Banchetti e manifestazioni

Good Food For All è infatti una Iniziativa della cittadinanza europea (Ice), strumento democratico che consente di proporre una nuova legislazione. Per ottenere ascolto dalle istituzioni Ue, è necessario raccogliere un milione di firme in almeno sette Paesi comunitari. Se l’Ice avrà successo, il diritto al cibo diventerà un principio vincolante: le politiche europee dovranno rispettarlo, i fondi pubblici sostenere l’agricoltura locale rispettosa degli equilibri ambientali, i sistemi di welfare garantire a tutti un accesso dignitoso al cibo sano.

L’obiettivo del milione di firme (entro il 7 gennaio 2027) non sarà facile da centrare. Le sottoscrizioni si possono raccogliere solo digitalmente. Caritas Ambrosiana ha creato un sito internet dedicato. Ma fondamentale, nei prossimi mesi, sarà anche il confronto diretto con cittadini e soggetti sociali.

Per questo motivo, banchetti informativi saranno realizzati dalle Caritas territoriali, nelle prossime settimane, in alcuni centri della diocesi ambrosiana (già certi Rho, 27 settembre e 20 ottobre, e Bruzzano, 14 e 18 ottobre). Altri appuntamenti seguiranno, anche in altre località.

Sul fronte della sensibilizzazione, la campagna sarà presente con materiali divulgativi e interventi pubblici sabato 26 settembre all’evento internazionale “Terra madre”, al Salone del Gusto di Torino, e alla manifestazione “Le forme del gusto” a Lodi.

Anche se l’obiettivo del milione di firme, e dunque della promozione di nuove leggi Ue, non dovesse essere raggiunto, i promotori della campagna promettono di non demordere. La collaborazione sperimentata sinora ha posto le basi per la nascita di una rete continentale, che intende darsi stabilità e promuovere nuove iniziative perché l’accesso al cibo di qualità divenga un diritto riconosciuto davvero a tutti.

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