L'opposizione non violenta al Muro di Berlino raccontata in un incontro all'Ambrosianeum

di Pino NARDI
Redazione

“Non violenti contro il ‘Muro’” è il tema dell’iniziativa della Fondazione Ambrosianeum che si terrà venerdì 9 aprile, alle 17, in via delle Ore 3 a Milano. All’incontro parteciperà Christian Führer, già pastore della Nicolai Kirche di Lipsia, animatore e guida della “Rivoluzione delle candele” del 9 ottobre 1989. Paola Rosà, autrice del volume Lipsia 1989. Nonviolenti contro il Muro (Editrice Il Margine, 272 pagine, 16 euro) intervisterà il pastore. L’introduzione è affidata a Marco Vitale, concluderà Marco Garzonio.
Racconta Vitale, che ha voluto con convinzione far conoscere questa straordinaria esperienza di resistenza nonviolenta contro il regime, animata da credenti: «Karl Popper, in un’intervista del 1990 sulla fine del comunismo e la riunificazione della Germania dell’Est, ha detto: “La sorpresa è stata questa emorragia della Germania Est. Ed è stata la cosa più importante. Il punto di non ritorno si è avuto a Lipsia, con le dimostrazioni pacifiche che hanno disarmato la polizia”. Si riferiva alla marcia delle candele del 9 ottobre 1989, momento culminante di un’iniziativa avviata nella chiesa evangelica di San Nicola, una delle più antiche chiese di Lipsia dove suonò l’organo e insegnò musica Bach».
«Nel lontano 1981, su stimolo di gruppi giovanili e con l’approvazione del Consiglio parrocchiale, furono avviati nella chiesa di San Nicola degli incontri, ogni lunedì alle 17, per pregare per la pace e la salvaguardia del creato e per cantare inni religiosi – continua Vitale -. Fu da quegli incontri di preghiera e di canto, inizialmente tra pochi fedeli, ma che piano piano videro aumentare il numero dei partecipanti, che partì una resistenza pacifica e cristiana che il 9 ottobre 1989 (un mese esatto prima del crollo del muro di Berlino) sfociò nella grande processione delle candele partecipata da 70 mila persone, che attraversò e illuminò tutta Lipsia e fu percepita in tutta la Germania dell’Est e in tutto il mondo come un segno di svolta e di speranza».
Il potere della mitezza e della preghiera contro le quali si trova impotente la terribile polizia comunista. Lo racconta Vitale: «La Stasi cercò di fermarli, ma nulla poté di fronte al carattere pacifico e religioso della manifestazione». “Non violenti contro il ‘Muro’” è il tema dell’iniziativa della Fondazione Ambrosianeum che si terrà venerdì 9 aprile, alle 17, in via delle Ore 3 a Milano. All’incontro parteciperà Christian Führer, già pastore della Nicolai Kirche di Lipsia, animatore e guida della “Rivoluzione delle candele” del 9 ottobre 1989. Paola Rosà, autrice del volume Lipsia 1989. Nonviolenti contro il Muro (Editrice Il Margine, 272 pagine, 16 euro) intervisterà il pastore. L’introduzione è affidata a Marco Vitale, concluderà Marco Garzonio.Racconta Vitale, che ha voluto con convinzione far conoscere questa straordinaria esperienza di resistenza nonviolenta contro il regime, animata da credenti: «Karl Popper, in un’intervista del 1990 sulla fine del comunismo e la riunificazione della Germania dell’Est, ha detto: “La sorpresa è stata questa emorragia della Germania Est. Ed è stata la cosa più importante. Il punto di non ritorno si è avuto a Lipsia, con le dimostrazioni pacifiche che hanno disarmato la polizia”. Si riferiva alla marcia delle candele del 9 ottobre 1989, momento culminante di un’iniziativa avviata nella chiesa evangelica di San Nicola, una delle più antiche chiese di Lipsia dove suonò l’organo e insegnò musica Bach».«Nel lontano 1981, su stimolo di gruppi giovanili e con l’approvazione del Consiglio parrocchiale, furono avviati nella chiesa di San Nicola degli incontri, ogni lunedì alle 17, per pregare per la pace e la salvaguardia del creato e per cantare inni religiosi – continua Vitale -. Fu da quegli incontri di preghiera e di canto, inizialmente tra pochi fedeli, ma che piano piano videro aumentare il numero dei partecipanti, che partì una resistenza pacifica e cristiana che il 9 ottobre 1989 (un mese esatto prima del crollo del muro di Berlino) sfociò nella grande processione delle candele partecipata da 70 mila persone, che attraversò e illuminò tutta Lipsia e fu percepita in tutta la Germania dell’Est e in tutto il mondo come un segno di svolta e di speranza».Il potere della mitezza e della preghiera contro le quali si trova impotente la terribile polizia comunista. Lo racconta Vitale: «La Stasi cercò di fermarli, ma nulla poté di fronte al carattere pacifico e religioso della manifestazione».

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