L'iniziativa si rivolge a insegnanti, operatori pastorali, guide turistiche, catechisti e a quanti hanno una particolare sensibilità verso le forme artistiche e vivono l'esperienza della fede

di Domenico SGUAITAMATTI Ufficio Beni Culturali Diocesi di Milano
Redazione

«I pittori per secoli hanno intinto il loro pennello in quell’alfabeto colorato che era la Bibbia», così si esprimeva Marc Chagall. L’arte contemporanea ha ancora la voglia e il coraggio di intingere il proprio pennello nel medesimo “alfabeto”? E qualora lo facesse, è ancora capace di esaltarne i “colori” che sono quelli di Dio? In altre parole: si può, nelle odierne forme artistiche, parlare di “arte sacra”? Ci sono “tracce del sacro” nei nuovi linguaggi espressivi? È ancora possibile, oggi, di fronte a un’opera d’arte contemporanea, sentirsi accompagnanti alla soglia o dentro il “Mistero di Dio”? Come è da intendersi “il sacro”, oggi? Il valore di un’immagine sta solo nella sua immediata leggibilità o nel suo contenuto facilmente intuibile? Non si è a rischio “superficialità” in questo caso? Può un linguaggio essenziale, estremamente sintetico nella forma o di materiale povero e che inizialmente mi può anche imbarazzare o lasciare indifferente o addirittura irritare o “tacere” di fronte al mio “cercare”, rivelare, invece, inaspettate sensazioni, sorprendenti emozioni, profondi significati? “Oltre” i famosi tagli di Lucio Fontana, cosa c’è? Il nulla? Il vuoto? Il non senso? Oppure si nascondono trame di vita, intrecci di esperienze, ricerche di verità? «I pittori per secoli hanno intinto il loro pennello in quell’alfabeto colorato che era la Bibbia», così si esprimeva Marc Chagall. L’arte contemporanea ha ancora la voglia e il coraggio di intingere il proprio pennello nel medesimo “alfabeto”? E qualora lo facesse, è ancora capace di esaltarne i “colori” che sono quelli di Dio? In altre parole: si può, nelle odierne forme artistiche, parlare di “arte sacra”? Ci sono “tracce del sacro” nei nuovi linguaggi espressivi? È ancora possibile, oggi, di fronte a un’opera d’arte contemporanea, sentirsi accompagnanti alla soglia o dentro il “Mistero di Dio”? Come è da intendersi “il sacro”, oggi? Il valore di un’immagine sta solo nella sua immediata leggibilità o nel suo contenuto facilmente intuibile? Non si è a rischio “superficialità” in questo caso? Può un linguaggio essenziale, estremamente sintetico nella forma o di materiale povero e che inizialmente mi può anche imbarazzare o lasciare indifferente o addirittura irritare o “tacere” di fronte al mio “cercare”, rivelare, invece, inaspettate sensazioni, sorprendenti emozioni, profondi significati? “Oltre” i famosi tagli di Lucio Fontana, cosa c’è? Il nulla? Il vuoto? Il non senso? Oppure si nascondono trame di vita, intrecci di esperienze, ricerche di verità? Non chiudersi a priori Credo che un giusto e onesto atteggiamento dobbiamo a noi stessi e a queste forme espressive del nostro tempo ed è quello di non “chiuderci” a priori e di non liquidare il tutto con il solito, comodo e superficiale, giudizio del “non capisco nulla”. Sicuramente abbiamo sguardo e intelligenza capaci di andare al di là di un primo impatto e la curiosità e la pazienza di capire quel travaglio di pensieri e azioni che accompagna sempre ogni artista nella sua ricerca e creatività. Soprattutto in tema di “sacro”. Altrimenti il rischio è di rifugiarsi o di accontentarsi di stereotipe immagini “in serie” che con la pretesa di essere antiche, in realtà sono vecchie, solamente rivisitate o riverniciate da presunti linguaggi moderni che, in realtà, le svuotano e le abbruttiscono. La sensibilità dei contemporanei È per stimolare a questo avventuroso, ma crediamo, affascinante, viaggio che i temi proposti da questo secondo corso di Arte – Fede – Cultura, promosso dalla Diocesi di Milano, sono legati alla ricerca del “sacro” nell’arte contemporanea. Frutto del lavoro sinergico di più uffici di Curia, quali quello dei Beni culturali, del Turismo, della Iniziazione cristiana, della Pastorale scolastica e dell’Insegnamento della religione cattolica, vede la collaborazione anche dell’Istituto superiore di scienze religiose e delle Scuole diocesane per operatori pastorali. Si rivolge a insegnanti in genere, a operatori pastorali, a guide turistiche, catechisti e quanti hanno una particolare sensibilità verso l’arte e vivono l’esperienza della fede. Si svolge, a partire da sabato 30 gennaio 2010, in alcuni sabati mattina fino ad aprile, dalle ore 9.15 alle ore 12.30 presso la Sala convegni della Curia arcivescovile di piazza Fontana 2 a Milano. Il percorso prende avvio da un intervento “significante” del Vicario episcopale per la cultura mons. Franco Giulio Brambilla e da una riflessione, guidata da mons. Timothy Verdon, a partire dai testi degli ultimi Papi che hanno riavvicinato la Chiesa al mondo degli artisti favorendone il dialogo e stimolandone la creatività. Ogni sabato, due interventi Ogni sabato prevede due interventi che si alternano tra proposte di contenuti fondanti non solo l’arte figurativa in genere, ma anche il senso di progettare nuovi spazi architettonici per il culto, e l’incontro con opere d’arte di artisti che in modi diversi hanno fatto ricerca del sacro, come Consadori, Sironi, Usellini, Congdon, Manzù, Fontana, Sebastio, Chagall, Rouault. Verranno anche presentate istallazioni di attualità come quella di Dan Flavin alla Chiesa Rossa di Milano o l’esperienza dello “spazio” di San Lupo a Bergamo. Visite guidate al Diocesano, alla Galleria di Arte sacra contemporanea di Villa Clerici, al Museo Baroffio del Sacro Monte di Varese, alle “Porte” del nostro Duomo, arricchiranno contenuti ed esperienze.Sono previste anche due visite “fuori diocesi”: alla Collezione card. Lercaro di Bologna e, a fine corso, al Museo Biblico di Chagall a Nizza unitamente alla Cappella del Rosario di Matisse a Vence.I relatori sono diversi e di indubbia professionalità: storici dell’arte come don Michele Dolz, Rosa Giorgi, Fernando Nardis; insegnanti universitari come Elena Pontiggia, Francesco Tedeschi, Antonietta Crippa, don Pierluigi Lia; direttori di musei o fondazioni con Paolo Biscottini, Rodolfo Balzarotti, don Giuliano Zanchi, padre Andrea Dall’Asta; giornalisti come Luca Frigerio; professori d’arte come Anna Roda e chi scrive. Aprendo il sito della Diocesi e cliccando, nel settore cultura, Ufficio beni culturali, si può prendere visione dettagliata dell’intero programma unitamente alle modalità di iscrizioni che vanno fatte pervenire alle Sdop: tel. 02.583991315; sdop@diocesi.milano.it. – – Il programma completo (https://www.chiesadimilano.it/or/ADMI/pagine/00_PORTALE/2009/arte_fede_cultura001.pdf)

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