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Redazione Diocesi

Il decanato di Castano Primo è formato da 16 parrocchie distribuite in 11 comuni con circa 68.000 abitanti. Attuale decano è don Franco Roggiani.
Il territorio decanale comprende quasi tutte le parrocchie dell’antica Pieve di Dairago il cui fonte battesimale, nel quale furono battezzate generazioni di cristiani dei nostri paesi, è stato scelto come logo del decanato con lo scopo di evidenziare la continuità tra presente e passato.

Da alcuni anni, almeno da quando si è scritta la “Carta di comunione di intenti”, è iniziata una riflessione sul futuro di questo territorio che non possiede un centro di una certa importanza su cui convergono i paesi vicini e dove quasi tutte le realtà parrocchiali, anche piccole, hanno tradizioni radicate. Si è così iniziato a parlare di aree omogenee, individuandole concretamente e iniziando in esse una qualche forma di collaborazione nella prospettiva di un superamento delle singole realtà parrocchiali.

Nel frattempo la diocesi ha avviato l’esperimento delle unità pastorali. L’unica realizzatasi fu quella di Robecchetto-Malvaglio. Da poco più di un anno Turbigo, Nosate, Robecchetto e Malvaglio hanno formato una comunità pastorale. In fase ancora iniziale sono invece Inveruno-Furato e Cuggiono-Castelletto. Nelle restanti aree omogenee di Arconate-Dairago, Castano-Buscate, Vanzaghello-Magnago-Bienate pur non essendosi ancora superata la vecchia ripartizione parrocchiale si sono avviate interessanti esperienze di collaborazione, specialmente nel campo della pastorale giovanile.

La consapevolezza di dover sempre più “lavorare insieme” ha condotto alla notevole decisione di realizzare una casa decanale offrendosi l’occasione dell’acquisto, a Castelletto, di un vecchio edificio adiacente alla chiesa parrocchiale. Si è raccolto un auspicio del card. Martini che invitava alla creazione di case comuni a servizio della pastorale di una determinata zona.

La realizzazione di questa scelta, che non sembra avere uguali in diocesi, è stata affidata a don Carlo Venturin, allora parroco di Castelletto, che ha seguito con passione i lavori di restauro. La struttura è stata inaugurata nel giugno 2004 dall’Arcivescovo card. Tettamanzi.
In circa tre anni la casa decanale, chiamata “La scala di Giacobbe”, si è rivelata una scelta indovinata. Più di 6.000 persone ogni anno sono state ospitate per attività varie: riunioni del presbiterio decanale, del consiglio pastorale decanale, giornate residenziali di pastorale giovanile, scuola della Parola, incontri familiari, corsi in preparazione al matrimonio e alla cresima, corsi SDOP, ecc.

La casa è abbastanza richiesta anche per incontri di gruppi “laici” con esclusione di riunioni a carattere politico.
Pur non trovandosi nelle immediate vicinanze di Milano, la non lontana presenza dell’areoporto della Malpensa, di Milanofiera e di grandi direttrici di traffico ha sicuramente un risvolto anche pastorale. Infatti l’aumento della popolazione è costante in tutti i paesi e benché non ne abbia ancora alterato la fisionomia tradizionale di fatto pone problemi alle comunità cristiane.

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