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Redazione Diocesi

Un anno davvero speciale questo: la mamma festeggia i suoi ottant’anni nella gloria del Paradiso, con Mariolina e gli altri cari che ci hanno preceduto, e io festeggio i miei quarant’anni nella gioia dell’affetto di tutti i familiari e amici, pensando a lei, ringraziandola ancora una volta per il dono della vita, così meraviglioso e così prezioso, sentendola ancora più vicina, con la sensazione, o meglio la certezza, che non mi abbia mai lasciata, neppure per un istante, sola.

Ho avuto la gioia di avere a Mesero il 21 aprile, giorno del mio compleanno, anche gli zii, fratelli della mamma: don Giuseppe, che ha celebrato la Messa, zia Zita e suor Virginia.
Abbiamo sentito vicino anche lo zio, padre Alberto, volato in Paradiso l’agosto scorso dopo una lunga infermità, vissuta con estrema serenità e grande forza d’animo.

Nell’omelia è stata messa in luce la testimonianza della mamma come sposa, il valore intramontabile del matrimonio, «meravigliosa avventura », dell’amore e della libertà, che non significa non legarsi a niente e a nessuno, ma al contrario «… la vera libertà è la libertà di donarsi, la libertà di dedicarsi senza calcoli e misura, come detta il cuore. Infatti S. Agostino afferma: “Ama et fac quod vis”. La vera libertà ha bisogno di appartenere a qualcuno; non essere di nessuno significa essere sperduti, significa solitudine e smarrimento».

Domenica 28 aprile, giorno dell’anniversario della nascita al cielo della Mamma, la Messa è stata celebrata da monsignor Serafino Spreafico, vescovo emerito di Grajaù, la diocesi del Brasile dove lo zio, padre Alberto, ha prestato la sua preziosa opera per 33 anni come frate cappuccino e medico.

A Grajaù, per intercessione della mamma, è avvenuto il primo miracolo . Nella sua omelia monsignor Spreafico ha suggerito alcune riflessioni sul cammino della mamma verso la santità, sottolineando che a essa siamo chiamati tutti, in virtù del nostro Battesimo.
In particolare si è soffermato sull’aspetto della missionarietà: pur nell’impossibilità di viverla personalmente, la mamma l’ha sempre testimoniata con aiuti concreti e con la preghiera.
Emanuela Molla
Quarta figlia di Gianna Beretta Molla
(estratto da un testo del 2002)

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