1,15-2,3; Sal 51 (52); Est 3, 8-13; 4, 17i-17z; Lc 1, 19-25 «Ecco cosa ha fatto per me il Signore». (Lc 1, 25a) Il silenzio di Zaccaria ed Elisabetta è all’apparenza molto diverso ma esprime il giusto atteggiamento di fronte al mistero del Signore. Zaccaria pensa di contare solo sulle sue forze e di fronte al progetto di Dio ammette tutta la sua piccolezza, pensa a un errore, forse la sua speranza è ormai esaurita e stenta a credere alla promessa. Elisabetta non crede pienamente alla potenza del Signore e ha paura che questo progetto si possa trasformare in una maggiore vergogna nei confronti di coloro che vivono ac-canto a lei. Come per Zaccaria ed Elisabetta anche per noi, solo attraverso il silenzio, solo attraverso un atteggiamento contemplativo nei confronti di quello che ci circonda riusciamo a purificare i nostri desideri e il nostro sguardo dalle incredulità, dalle paure e dalle incertezze. Nelle nostre comunità dobbiamo imparare a guardare oltre noi stessi, guardare a quelle testimonianze di fede, carità, umiltà, pazienza, generosità e fedeltà. “Siamo veramente aiutati, da tutta questa vita vissuta secondo il Vangelo da parte della nostra gente molto più di quanto pensiamo” (Omelia Messa Crismale 08). Preghiamo Voglio renderti grazie in eterno per quanto hai operato; spero nel tuo nome, perché è buono, davanti ai tuoi fedeli. (dal Sal 52)

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