IV giorno dell’ottava di Natale Ss. Innocenti Martiri Ger 31, 15-18.20; Sal 123 (124); Rm 8, 14-21; Mt 2, 13b-18 «Lo Spirito, insieme al nostro spirito, attesta che siamo figli di Dio. E se siamo figli, siamo anche eredi; eredi di Dio, coeredi di Cristo, se davvero prendiamo parte alle sue sofferenze per partecipare alla sua gloria». (Rm 8, 16-17) Il mistero del Natale giunge a gettare luce anche in angoli oscuri e drammatici della storia come per esempio sulla morte degli innocenti. Che senso hanno queste morti che continuano ad accadere e a sconvolgere la storia dell’umanità? Il Dio di Gesù Cristo si dimostra Signore della storia proprio perché il suo amore ricomprende ogni vicenda umana, ogni atto umano. Anche i bambini che senza saperlo muoiono per Gesù Bambino sono salvati, sono indicati come testimoni particolari, figli prediletti, eredi di Dio, coeredi di Cristo, partecipi della sua sofferenza e della sua gloria. Il Vangelo non ci assicura l’intangibilità dal male e dalla morte, ci assicura piuttosto di essere più forte del male e della morte: l’amore è più forte della morte, rivela tutto il Cantico dei Cantici. Siamo di fronte allora a un’altra pagina di rivelazione straordinaria di un Dio che si fa uomo, assume e non annulla la natura umana e ne indica il compimento in una comunione di vita senza fine. Di questo anche nelle condizioni più drammatiche possiamo essere testimoni. Preghiamo Siamo tribolati, ma non schiacciati, perseguitati ma non abbandonati, veniamo consegnati alla morte a causa di Gesù perché anche la vita di Gesù si manifesti nella nostra carne. (2 Cor 4, 9.11)

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