San Giuseppe Sir.44,23h-45,2a.3d-5d;Sal.15;Eb.11,1-2.7-9.13c.39-12,2b;Mt.2,19-23 opp.Lc.2,41-49. Amato da Dio e dagli uomini:Mosè, il cui ricordo è in benedizione. Lo santificò nella fedeltà e nella mitezza. Gli fece udire la sua voce e gli diede faccia a faccia i comandamenti, legge di vita e d’intelligenza. (Sir.45,1.4a.5a.c-d) Breve, ma denso ritratto di Mosè che ben si adatta a san Giuseppe. Se il ricordo di Mosè è in benedizione perché ha consegnato i comandamenti al popolo d’Israele, a maggior ragione si può dire di S.Giuseppe che ha ricevuto il Figlio di Dio da custodire e far crescere, come vero uomo tra gli uomini. A lui sono stati affidati gli inizi della redenzione e se l’umanità può ora goderne il frutto maturo della risurrezione, lo dobbiamo anche a quest’umile falegname. Nel silenzio e nel nascondimento ha trascorso la sua esistenza, non grandi gesta, né imprese eroiche, ha solo fatto bene il proprio dovere di sposo e padre, come gli ha chiesto il Signore. Ha ascoltato e obbedito a Dio, senza esitazioni né ripensamenti, ecco la grandezza di san Giuseppe. Preghiamo O Padre donaci la stessa fedeltà e purezza di cuore che animò san Giuseppe nel servire il tuo unico Figlio, nato dalla Vergine Maria. (dalla Liturgia)  [da: La Parola ogni giorno – NASCERE DA ACQUA E SPIRITO – Santità battesimale – Quaresima 2011 – Centro Ambrosiano]

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