Gen 27,1-29; Sal 118(119),97-104; Pr 23,15-24; Mt 7,6-12 «Figlio mio, se il tuo cuore sarà saggio, anche il mio sarà colmo di gioia, quando le tue labbra diranno parole rette. Non invidiare in cuor tuo i peccatori, ma resta sempre nel timore del Signore, perché così avrai un avvenire e la tua speranza non sarà stroncata». (Pr 23,15-18) Il brano proposto si apre e si chiude con l’esultanza del padre per la saggezza del figlio, figura della gioia di Dio Padre per la buona condotta dei suoi figli, come troviamo nel Vangelo di Luca 15,10 «c’è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte». Non invidiamo perciò coloro che si crogiolano nei loro peccati, perché se vivremo lasciandoci guidare dall’amore per Dio e per i fratelli avremo un futuro eterno nel regno dei cieli e questa nostra speranza non andrà delusa. Lo assicura anche Gesù nel Vangelo, quando promette che il Padre buono non lascerà inascoltate le richieste dei figli e darà loro solo cose buone. La migliore di tutte è la felicità che possiede chi vive secondo Dio, nella sua pace. Preghiamo O Dio che hai preparato beni invisibili per coloro che ti amano, infondi in noi la dolcezza del tuo amore, perché amandoti in ogni cosa e sopra ogni cosa, otteniamo i beni da te promessi. (dalla Liturgia) [da: La Parola ogni giorno – NASCERE DA ACQUA E SPIRITO – Santità battesimale – Quaresima 2011 – Centro Ambrosiano]

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