Ez 20,2-11; Sal 105(106); 1Ts 2,13-20; Mc 6,6b-13 «Non vi contaminate con gl’idoli d’Egitto. Io sono il Signore, vostro Dio”. Ma essi mi si ribellarono e non vollero ascoltarmi. Diedi loro le mie leggi e feci conoscere le mie norme, perché colui che le osserva viva per sempre». (Ez 20,7b-8a.11) Ancora una volta il Signore dichiara che Egli è il nostro Dio. Segue poi un rimprovero rivolto a Israele, perché non si è comportato come suo popolo rinnegando l’alleanza. È un Dio che rimprovera per correggere e muovere a conversione, non si lascia scoraggiare dalle nostre infedeltà, ma continua ad aver fiducia nell’uomo. In Gesù, Figlio unigenito, continua a richiamare l’umanità. Lo fa mediante altri uomini, gli apostoli, che nel corso dei secoli attraverso i loro successori, ripetono incessantemente la buona notizia, il Vangelo, nuovo codice dell’alleanza siglata con la morte in croce di Cristo. Lì è scritta la nuova legge, quella dell’amore, che se osservata dà veramente la vita eterna. Preghiamo O Signore donaci l’ardore del tuo Spirito perché amiamo te sopra ogni cosa e i nostri fratelli nel vincolo del tuo amore. (dalla Liturgia) [da: La Parola ogni giorno – NASCERE DA ACQUA E SPIRITO – Santità battesimale – Quaresima 2011 – Centro Ambrosiano]

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