Is 35,1-10; Sal 84 (85); Rm 11,25-36; Mt 11,2-15 «Dite agli smarriti di cuore: coraggio non te-mete! Ecco il vostro Dio». (Is 35,4) Lungo il cammino verso la vetta è facile fare esperienza di chi, più affaticato e meno motivato, è tentato di lasciar perdere o di fermarsi. Così anche nella sequela di Cristo ci troviamo spesso a dover rianimare fratelli che si sono lasciati andare; un dolore improvviso, la perdita di una persona cara, l’accanirsi della vita e delle sue inattese vicissitudini, possono spesso appesantire la vita di ciascuno. É grazia di Dio poter essere invece strumento di speranza. Consolare, confortare, dare speranza e mostrare i segni della vita che si rinnova diventano ancora oggi strumenti della profezia di ogni credente. I grandi santi, tra cui anche San Carlo, hanno saputo diffondere intorno a loro un enorme senso di fiducia, al limite della follia. La gioia di questi credenti non era pia illusione ma la certezza di sapere in quali mani abbiamo posto la nostra speranza. “Il nostro aiuto è nel nome del Signore” (Sal 123). Preghiamo Cantate inni al Signore, o suoi fedeli, rendete grazie al suo santo nome, perché la sua collera dura un istante, la sua bontà per tutta la vita. Alla sera sopraggiunge il pianto e al mattino, ecco la gioia. (dal Sal 30) Impegno Settimanale Cerco di far conoscere ad altri i segni di salvezza operati da Dio nella comunità. [da: La Parola ogni giorno – Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste – Santità evangelica – Avvento e Natale 2010 – Centro Ambrosiano]

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