Gen 48,1.8-21; Sal 118(119),137-144; Pr 30,1a.24-33; Lc 18,31-34 «Quattro esseri sono fra le cose più piccole della terra, eppure sono più sagge dei saggi. Se stoltamente ti sei esaltato e se poi hai riflettuto, mettiti una mano sulla bocca, poiché, sbattendo il latte ne esce la panna e spremendo la collera ne esce la lite». (Pr 30,24.32-33) I saggi sono i piccoli e gli umili, non chi è pieno di sé, gonfio di boria. Per la nostra cultura dell’apparire e del successo può essere un discorso paradossale, che si fatica a comprendere. Eppure la saggezza può fiorire solo in chi è attento a coltivare la propria crescita umana e spirituale, a vivere nel proprio interno un silenzio meditativo, che porta a riflettere, alla luce della Parola di Dio, sul proprio agire e su quanto accade attorno a noi e a decidere con oculatezza. La saggezza poi, non è scaltrezza e il sapiente non è il furbo. Gesù ci rivela che la sapienza di Dio, diversa da quella del mondo, è la croce, stoltezza per gli uomini, tanto che al suo annuncio anche gli apostoli non la comprendono. Preghiamo O Dio, che hai rivelato il mistero della tua sapienza nella follia della croce, donaci di riconoscere nella passione, la gloria del tuo Figlio, perché la sua croce sia sempre per noi fonte di speranza e di pace. (dalla Liturgia)  [da: La Parola ogni giorno – NASCERE DA ACQUA E SPIRITO – Santità battesimale – Quaresima 2011 – Centro Ambrosiano]

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