Sabato ‘in Traditione Symboli’  Dt 6,4-9; Sal 77(78); Ef 6,10-19; Mt 11,25-30 “Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Il mio giogo è dolce e il mio peso leggero”. (Mt.11,25.28.30) Gesù ci fa intravedere com’è la sua preghiera. E’ prima di tutto una lode per l’operato del Padre, Signore del cielo e della terra. Lo loda perché nel suo sapiente disegno ha svelato il mistero del suo regno non ai grandi e potenti, ricchi di sé, ma ai piccoli, a coloro che hanno lasciato tutto per seguirlo. Poi alza un poco il velo sul suo rapporto col Padre. E’ unico ed esclusivo:solo il Figlio conosce il Padre e solo il Padre conosce il Figlio. In Gv.17,21 dirà: "Tu Padre sei in me e io in te". Questo rapporto è rivelato dal Figlio anche alle creature, a quelle a cui vorrà. Ma il Signore vuole tutti salvi, ci vuole tutti partecipi della sua vita divina, vita di comunione della SS.Trinità. Tocca anche a noi volerlo, prendendo su di noi il giogo della legge di Dio. Giogo leggero e dolce perché legge di libertà e di amore, che ci conforma a Cristo, il Figlio prediletto, mite ed umile di cuore. Preghiamo Benedici il Signore, anima mia, quanto è in me benedica il suo santo nome. Benedici il Signore, anima mia, non dimenticare tanti suoi benefici. dal Salmo 102(103)

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