At 10, 23b-33; Sal 97; Gv 7,40b-52 «Alcuni fra la gente dicevano: “Costui è davvero il profeta!”. Altri dicevano: “Costui è il Cristo!” Altri invece dicevano: “Il Cristo viene forse dalla Galilea?”». (Gv 7,40-41) A chi ha sete, Gesù promette fiumi di acqua viva. Ma suscita una domanda: chi è quest’uomo che parla così? I pareri sono contrastanti. Alcuni si interrogano: è il profeta che Dio ha inviato come secondo Mosè, è il Messia atteso da Israele. Altri sostengono che è il Cristo, colui che realizzerà il Regno promesso. Altri invece lo rifiutano, argomentando che, secondo le Scritture, il Messia non può venire dalla Galilea. Ma proprio il suo essere uomo concreto, che cammina sulle strade della Galilea e della Giudea, consentirà a Gesù di incontrare uomini e donne disposti a confrontarsi con lui e a testimoniare il desiderio di Dio di abitare accanto a ciascuno. Il Dio in cui ci è chiesto di credere non è un’idea, ma una persona, nella concretezza della sua carne e della sua storia. E chiede di entrare nelle pieghe dei nostri giorni, delle nostre paure e delle nostre speranze. Pregiudizi e diffidenze impediscono a molti di accogliere Gesù per quello che realmente è: l’inviato dal Padre che sazia la sete di eternità che l’uomo coltiva dentro di sé. Il Messia, figlio di Davide, secondo la carne, si rivelerà Figlio di Dio secondo lo Spirito. Preghiamo Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza, agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia. Egli si è ricordato del suo amore, della sua fedeltà alla casa di Israele. (dal salmo 97) [da La Parola di ogni giorno, Ragione della nostra libertà – Pasqua 2010, Centro Ambrosiano]

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