Ordinazione di S. Ambrogio, Vescovo e Dottore della Chiesa, Patrono della città e della diocesi di Milano Sir 44, 16-17.19-20.23;45, 1-4.15-16; Sal 88; 1Cor 4, 1-5; Gv 10, 11-16 «E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore». (Gv 10, 16) Un’azione normale della vita quotidiana di ogni buon pastore in Palestina: ricondurre ogni sera le pecore nel recinto per la notte. Da questa quotidianità emerge l’immagine limpida ed efficace della cura che Dio ha per gli uomini: ogni pecora è un tesoro da non perdere, ogni pecora impara ad obbedire alla voce del suo padrone e si fida di lui perchè da lui ha cura e vita. Quella singola pecora che il pastore non si può permettere di perdere siamo noi e siamo immersi nel gregge delle persone amate da Dio. In virtù del Battesimo partecipiamo al sacerdozio comune dei laici e siamo resi corresponsabili gli uni degli altri, dentro la dinamica salvifica del popolo di Dio. Come guardiamo alle altre pecore? Quanto sappiamo assumere il punto di vista del pastore buono, che per tutte ha la stessa cura e lo stesso sguardo? Preghiera Ecco, com’è bello e com’è dolce che i fratelli vivano insieme! É come olio prezioso versato sul capo, che scende sulla barba, la barba di Aronne, che scende sull’orlo della sua veste. É come la rugiada dell’Ermon, che scende sui monti di Sion. Perché là il Signore manda la benedizione, la vita per sempre. (Sal 133)

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