Ez 18, 1-9; Sal 78 (79); Os 2, 16-19; Mt 21, 10-17 «Gesù entrò nel tempio e scacciò tutti quelli che nel tempio vendevano e compravano; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe». (Mt 21, 12) Scorrendo molte pagine evangeliche che riguardano il rapporto di Gesù con il tempio si avverte la forza della contraddizione: nel luogo dove si potrebbe dare per scontata la presenza di Dio e la preghiera dei laici cristiani si può invece avvertire l’assenza di Dio e la profonda incoerenza degli uomini. Gesù vive nella sua esistenza terrena l’esperienza di sentirsi scacciato dal tempio; egli incontra perso-ne che comprano e vendono proprio all’entrata del tempio, incapaci di capire la sacralità del luogo dove stanno trafficando le loro cose. Guardiamo a noi quando trasformiamo i contesti della preghiera, della liturgia e della vita pastorale in luoghi nei quali Dio non può entrare a pieno titolo, perchè distratti lo abbiamo “tenuto fuori”, sostituito con altro. Pensiamo poi al “fuori”, a quello spazio non definibile dove si incrociano anche le storie degli uomini più disperati, dove non ci sono mura a definire la presenza di Dio e la preghiera a lui, ma dove Dio si rende presente in modo vivo e con intensità. Preghiera Dove andare lontano dal tuo Spirito Dove fuggire dalla tua presenza? Se salgo in cielo, là tu sei; se scendo negli inferi, eccoti. Se prendo le ali dell’aurora per abitare all’estremità del mare, anche là mi guida la tua mano e mi afferra la tua destra. (dal Sal 139)

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