Ez 13, 1. 17-23; Sal 85 (86); Ebr 9, 1-10; Mt 18, 21-35 «Lo Spirito Santo intendeva così mostrare che non era ancora stata manifestata la via del santuario, finché restava la prima tenda». (Eb 9, 8) La lettera agli Ebrei mette a confronto il santuario e il culto del primo testamento con la novità portata dal sacrificio che Cristo ha fatto con l’offerta della propria vita. Difficile sintetizzare in poche righe l’insegnamento di questa lettera. Possiamo ricordare che questa lettera insegna che ormai l’unico sacrificio e l’unico sacerdozio sono quelli di Cristo e che non esiste altro sacrificio e altro sacerdozio che quello della vita cristiana, della vita che prende la forma della vita di Gesù. Il sacerdozio comune di tutti i battezzati ha nella partecipazione di ogni battezzato alla vita di Cristo il suo fondamento. Non si tratta di una clericalizzazione del laicato, ma di trasformare tutta la vita nel culto spirituale. Il sacerdozio ministeriale è il servizio alla santificazione del popolo di Dio, si vive la propria santità mettendo la propria vita al servizio della volontà del Padre. Preghiamo Egli, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio . Umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce. (Fil 2, 6.8)

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